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Come nel famoso gioco, basta calare una tessera per innescare il cosiddetto effetto domino. Un effetto a cascata conseguente al movimento di quella tessere iniziale.

Ed in Calabria, nel centrosinistra e negli altri settori alternativi al centrodestra (polo civico di Tansi e Cinquestelle) la scesa in campo di Luigi de Magistris, candidato governatore, ha innescato un effetto domino che giorno dopo giorno, sta portando a quella che ormai appare una conseguenza logica, di una serie di eventi concatenati.

A gennaio, l’arrivo di De Magistris sulla scena politica calabrese, come primo effetto ha prodotto l’alleanza con Carlo Tansi, leader del movimento “arancione” che candidandosi alle regionali del 2020, aveva ottenuto gli stessi voti del Movimento 5 stelle, andando poco sotto l’8 percento.

Tansi, dopo alcune settimane di trattative, ha fatto un passo di lato, cedendo la leadership al sindaco uscente di Napoli. Ma l’ex pm, amato e odiato in Calabria, ha spaccato pure il centrosinistra e l’area grillina: una parte del centrosinistra e buona parte della base pentastellata, si è subito schierata a sostegno di de Magistris.

Anche alcuni attuali consiglieri regionali del centrosinistra e del Pd (Giuseppe Aieta, Giuseppe Giudiciandrea, Graziano di Natale, ecc) hanno fatto chiaramente intendere di non avere nulla in contrario ad appoggiare una coalizione allargata, guidata dal sindaco di Napoli.

Come pure sul fronte grillino, mettendo da parte per un attimo l’elettorato di base, a diversi parlamentari non dispiacerebbe la formazione di un’ampia alleanza capeggiata da Luigi De Magistris, per contrastare il centrodestra, altrimenti decisamente favorito.

Oggi, l’effetto domino prosegue con la notizia riguardante Nicola Irto, che ha ritirato la sua candidatura a governatore, mettendo di fatto il suo partito, il Partito democratico di fronte a un bivio: una strada porta verso il terzo posto, l’altra potrebbe portare alla vittoria.

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