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Maria Antonietta Ventura

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Maria Antonietta Ventura è la prima donna del centrosinistra ad ambire a ricoprire la carica di candidato presidente della Regione Calabria. Ha superato il feroce casting che ha eliminato tutti gli aspiranti candidati in un gioco al massacro come nel giallo di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani”.

Ad un autorevole deputato nazionale del Pd, che vuol restare anonimo, chiedo come valuta la paracaduta candidatura in Calabria di Maria Antonietta Ventura. Non vuole parlare il deputato, ha rispetto della candidata e conoscenza della sua famiglia. Sfinito dall’assedio delle mie domande, alla fine il parlamentare a mezza bocca esclama: “Anch’io penso che Maria Antonietta sia perdente”.

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Avevo appena fatto un ragionamento con il navigato politico romano, che un Pd balcanizzato e coloniale, in cui base e dirigenti locali non hanno toccato mai palla, subisce ancora una volta un nuovo diktat romano. I gruppi trasversali democrat denunciati dal defenestrato Irto e quel che resta dell’opposizione interna sono pronti a sostenere per diverse ragioni Occhiuto e De Magistris, o al massino a disertare le urne.

 Come un anno fa. Quando il segretario nazionale Zingaretti impose Pippo Callipo (LEGGI). Anche allora molto Pd si astenne, oppure votò Santelli e Tansi, Callipo, vicenda finita male nelle urne e  peggio nel consiglio regionale dove il capo dell’opposizione si dimise subito. Ma almeno in quella contesa il logo del tonno commercializzato dall’ imprenditore e patron
del volley vibonese era molto noto. Quello delle ferrovie Ventura non gode di altrettanta buona stampa. 

Non è popolare la figura di Maria Antonietta da Paola (importante nodo ferroviario calabrese) e presidente di un grande gruppo industriale ramo trasporto su rotaie, specializzato nello scartamento ridotto. Ovvero la misura inferiore del binario ordinario. Lo scartamento ridotto costa meno ma è meno veloce. Una metafora che ben si adatta alla candidata che affronta una corsa con molti handicap alla partenza. 

Donna determinata, 53 anni, due figli. In azienda da giovane. E che azienda. Centinaia di dipendenti, fatturato a molti zero, Fedina penale personale immacolata, ma gli affari di famiglia non mancano di ombre. Tutte da verificare e accertare.

A carico di uno stretto congiunto della candidata ci sono un’interdittiva antimafia dalla Puglia di Boccia e Conte, sponsor della candidatura e una richiesta di arresto non concessa per un presunto appalto truccato.

L’accusa ora ipotizza il reato di abuso d’ufficio. Niente di definitivo, ma c’è abbastanza da far stare muti i pentastellati calabresi che ancora non hanno detto una parola sulla loro candidata di schieramento e c’è chi spiffera di una Laura Ferrara pronta a salire sulla barricata nel ruolo di Marianna contro Maria Antonietta.

Nel circo mediatico al momento tutto pende sul fronte dell’accusa giudiziaria. Va ricordato, però, che l’azienda Ventura ha ricevuto intimidazioni mafiose a Paola vedendosi recapitare teste di maiale e molotov a scopo estorsivo, subito denunciate. 

Anche il marito di Maria Antonietta, Cosimo De Tommaso, anni fa ha subito un’intimidazione mafiosa, con una tanica di benzina davanti ad un suo showroom di scarpe, anche questo fatto subito denunciato alla polizia senza piegarsi al racket.

E proprio il compagno di Maria Antonietta Ventura potrà essere il suo ottimo spin doctor. Sociologo del lavoro attrezzato, frequentazioni in Confindustria, imprenditore scaltro con prodotti luxury fatti calzare a George Clooney e Tom Cruise nella notte degli Oscar. Ma l’azienda ha subito i contraccolpi della globalizzazione e a Paola ha chiuso i battenti
per fallimento favorendo degli acquirenti cinesi.

Cosimo ha anche la passione della politica. Infatti si era candidato sindaco a Cosenza contro Mancini nel 1997 per il Patto Segni. Di recente, invece è diventato sindaco di San Lucido, battendo di misura l’antagonista che aveva alzato all’improvviso lo stendardo della Lega.

Una candidata che appena investita si è dichiarata “frastornata” per essere la prescelta. Nel frattempo si è dimessa dagli incarichi nell’azienda di famiglia e da presidente regionale dell’Unicef per tenere lontani i conflitti di interesse. Basterà con l’arrivo dei notevoli finanziamenti dell’alta velocità ferroviaria che stanno per arrivare al Sud? Per il gruppo
Ventura non sarà facile astenersi essendo uno dei migliori marchi di settore e considerata l’entità delle commesse.

Maria Antonietta ci proverà lo stesso ad arrivare all’ultimo piano della Cittadella Jole Santelli. Come nella trama del film “Il candidato” con Robert Redford dato per perdente scontato, anche lei, come il personaggio interpretato dalla star americana, potrebbe liberarsi dai suoi sponsor politici, puntare su una campagna elettorale fuori dagli schemi, e
lasciare quel metaforico scartamento ridotto per imboccare l’alta velocità del sorpasso inatteso su Occhiuto e De Magistris.

Fantapolitica ispirata dal cinema americano? Non ci resta che aspettare.

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