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Roberto Occhiuto sul palco di Gizzeria

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COSENZA – La giunta può attendere. Parola del neo presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto. Del resto l’ormai ex capogruppo di Forza Italia alla Camera, nel forum con il Quotidiano aveva detto che più che gli assetti di giunta a preoccuparlo era la necessità di trovare buoni manager da mettere alla guida delle aziende sanitarie e possibilmente anche dei dipartimenti chiave della Cittadella.

Così ieri a chi gli chiedeva del prossimo esecutivo, Occhiuto ha risposto pacato che se ne parla settimana prossima. Per il momento la sua preoccupazione principale è la madre di tutte le questioni ovvero la sanità.

Il Governatore ha annunciato che oggi stesso andrà a Roma per discutere con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, la questione. L’obiettivo è porre fine al commissariamento o, in alternativa, farsi nominare commissario in luogo di Guido Longo.

Poi c’è tutta la partita del debito da affrontare. Su questo, in campagna elettorale, Occhiuto ha detto che vorrebbe uno stralcio dei vecchi debiti, così da arrivare ad una sorta di anno zero da cui ripartire in modo da avere la possibilità di fare i necessari investimenti che il settore richiede. Sempre sul debito Occhiuto pensa ad una rinegoziazione attraverso un mutuo da contrarre con Cassa Depositi e Prestiti in modo da abbattere gli interessi passivi.

Insomma per il neo presidente questa è una partita decisiva, l’altra ovviamente sono i fondi del Pnrr. E qui torna in campo la giunta che dovrebbe garantire capacità di progettazione e spesa. Il punto fermo dovrebbe essere uno, ovvero il ticket con Nino Spirlì. Non è detto però che l’accordo, già messo in discussione dalla Meloni, venga alla fine rispettato.

«Sarà un esecutivo di grande qualità, guardando soprattutto al merito. Mi gioco tutto in questa mia nuova esperienza – ha detto il neo presidente – per cui non mi farò condizionare né dai partiti nazionali né tantomeno da quelli locali». Una dichiarazione che sembra tagliare le gambe alle aspirazioni di Spirlì che fra l’altro non si è cimentato con le urne «perché troppo impegnato a governare», come ha detto lui stesso.

Il presidente potrebbe comunque dargli lo stesso la vicepresidenza, mentre molti dubbi ci sono sulla delega alla Cultura, boccone molto ambito visto che sul tavolo c’è il progetto degli studio’s di Lamezia Terme con tutto quello che comporta in termini di indotto. Se poi Occhiuto volesse seguire il “suggerimento” della Meloni è chiaro che i moderati avrebbero la strada spianata.

La Lega in Calabria, nonostante i proclami di Matteo Salvini sull’essere primo partito, è sprofondata dal 12 all’8%, anche se è riuscita a mantenere i quattro consiglieri. Anche per Fratelli d’Italia le cose non sono andate come nelle previsioni della vigilia. L’exploit che ci si aspettava non c’è stato, al contrario si registra un arretramento molto simile a quello della Lega dal 12 all’8.

Colpa di Forza Italia (nella sua doppia veste di partito ufficiale e Forza Azzurri) che ha sbaragliato i suoi competitor interni. Non a caso il coordinatore regionale, Antonino Mangialavori, sottolinea come i forzisti da soli abbiano preso quasi la metà dei voti totali della coalizione. Questo inciderà eccome negli equilibri di Governo.

Ci sono però alcuni punti fissi. Il primo è la riconferma dei due assessori uscenti. Fausto Orsomarso che ha avuto 9000 preferenze e soprattutto Gianluca Gallo il recordman di questa tornata con 20.000. I due dovrebbero essere certi di una riconferma. Il punto però restano le deleghe da assegnare. È su quelle che si giocherà la vera partita.

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