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Un'urna elettorale

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Delle cinque sfide amministrative principali che si sono consumate in Calabria, il centrodestra se n’è aggiudicate quattro. Brucia la sconfitta rimediata però da Marco Ambrogio a San Giovanni in Fiore, mal gradita anche dal presidente Roberto Occhiuto. Il centrosinistra non elegge nessun suo sindaco, ma può festeggiare la vittoria nella città silana. A San Giovanni in Fiore il Pd ha sostenuto l’ex rivale Barile (un passato nel fu Pdl) contro il nuovo rivale Ambrogio (un passato tra i dem). Il multiverso.

CHIUSA la pagina dei ballottaggi, è tempo di bilanci per la tornata amministrativa in Calabria. Una tornata che vede il centrodestra fare quasi cappotto: su cinque grandi Comuni – quelli con popolazione superiore ai 15mila abitanti, dove le coalizioni in campo hanno, di solito, una fisionomia politica più definita – se ne aggiudica quattro. E sono tutti dei Comuni conquistati. Il centrodestra strappa al centrosinistra Reggio Calabria, Palmi e Castrovillari. In questo conteggio si può ricomprendere anche Crotone, perché cinque anni fa Voce – oggi sostenuto dal centrodestra – andò al voto, e vinse, da candidato civico.

Il centrosinistra si consola, in parte, con la vittoria di San Giovanni in Fiore. Qui al primo turno il candidato del Pd, Luigi Candalise, è arrivato solo terzo. A contendersi la fascia tricolore con Marco Ambrogio, l’aspirante sindaco del centrodestra, è stato Antonio Barile. Candidato civico, Barile si è reso protagonista, da inseguitore, di un nuovo ribaltone (gli era già successo nel 2010), con il sostegno di Candalise e dell’altro candidato, arrivato quarto, l’ex sindaco dem Belcastro.

CORSI E RICORSI NEL VOTO DI SAN GIOVANNI IN FIORE

Barile, nella storia delle amministrative di San Giovanni in Fiore, non è famoso solo per il ribaltone del 2010, ma anche per essere stato il primo sindaco di centrodestra nella storia della capitale rossa della Sila. Alle elezioni del 2010 Barile correva sotto le insegne del Pdl. L’esperienza durò un anno circa: era stato eletto senza maggioranza, con l’anatra zoppa (come in questo caso, San Giovanni è proprio terra di corsi e ricorsi). L’anno dopo, maggio 2011, corse di nuovo e vinse, sempre per il centrodestra. Ci riprova poi nel 2020, ma da candidato civico: il feeling con il centrodestra si è rotto, la coalizione gli preferisce Rosaria Succurro. Delle cinque grandi sfide di questa tornata, quindi, il centrosinistra ne porta a casa solo una: da alleato di un suo ex rivale (Barile) contro un nuovo rivale (Ambrogio) che una volta era del Pd. Il multiverso.

In quella resa dei conti post elettorale che il Pd regionale aveva annunciato e rinviato al dopo ballottaggi, insomma, ci sarà per i dem molto da riflettere non solo sulle sconfitte, ma anche sull’unica parziale vittoria. Del come, cioè, si sia comunque riusciti a dissipare quel patrimonio di consensi e quella tradizione che aveva a San Giovanni.

A CASTROVILLARI CAMPO LARGO NON PERVENUTO

Rispetto alla sconfitta di Castrovillari, c’è poco da dire. Qui il centrosinistra ha dato nuova prova di come riesce a dividersi: Pd da una parte, M5s dall’altra, anche al secondo turno. E tanti saluti a quel campo largo/progressista, che era stato ricomposto pochi mesi prima per le regionali.

Per il centrodestra, comunque, non è che la sconfitta di San Giovanni in Fiore, pur unica in questo quadro, sia meno indolore. La coalizione si presentava con una corazzata di dieci liste (gli altri candidati, messi insieme, arrivavano appena a 4) e un candidato che è il marito della consigliera regionale azzurra Rosaria Succurro, aspirante assessore in un futuro possibile rimpasto in Cittadella. Aveva anche conquistato la maggioranza al primo turno: il ballottaggio, insomma, doveva essere una passeggiata. E invece… Neanche il presidente Occhiuto ha mostrato di aver gradito il passo falso silano. Mastica amaro ai microfoni di Lac quando gli viene chiesto un commento sull’esito del voto a San Giovanni in Fiore. «Non scelgo io i candidati, a San Giovanni in Fiore forse la scelta poteva essere meglio ponderata» dice. Ultima annotazione per chi dovesse chiedersi come sia possibile questo exploit del centrodestra dopo la disfatta di pochi mesi fa al referendum.

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