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COSENZA – Un fantasma deve aggirarsi fra i banchi dell’aula Fortugno del consiglio regionale. Una mente tanto diabolica quanto invisibile che ha turlupinato tutti i consiglieri facendogli approvare a loro insaputa il “ritocchino” alla legge sull’indennità differita che ha sostituito il vecchio vitalizio.

Il giorno dopo il pasticciaccio nessuno ha tenuto il punto nè tutti i capigruppo che sono stati proponenti della proposta di legge, nè tutti i consiglieri che l’hanno votata all’unanimità.

Il presidente del consiglio, Mimmo Tallini, si è lanciato in una distinzione semantica fra vitalizio e indennità differita, gli altri hanno dichiarato di aver votato senza capire o di essere stati distratti.

Pezze peggiori del buco, in verità, che non lasciano tranquilli i calabresi per il futuro. Nel dibattito sono intervenuti poi anche Salvini e altri politici di tutti gli schieramenti (LEGGI).

Domani il consiglio regionale dovrebbe abrogare la modifica che permette anche a chi dovesse interrompere la legislatura di maturare, versando i contributi, l’indennità differita. Non sappiamo se saranno veloci come quando hanno approvato (in meno di due minuti) la modifica, ma lo strappo fra consiglio e Paese reale resta.

Lo dimostra l’iniziativa del geologo Carlo Tansi. L’ex candidato alla presidenza della Regione aveva lanciato subito una petizione che in poco più di un giorno aveva raccolto 20.000 firme. Tansi non le manda certo a dire «Callipo ed i Partiti del Centrosinistra, anziché limitarsi ad accettare le “patetiche scuse” dei suoi Consiglieri, farebbero bene a chiederne le dimissioni, subito dopo la revoca della norma. Consiglieri che guadagnano 12 mila euro al mese e che approvano leggi senza nemmeno leggerle, o sono ignoranti ed inaffidabili, oppure sono in malafede e con le loro scuse prendono per i fondelli i calabresi».

«Vitalizi? Niente ritorno, già la parola è un tabù quindi eliminiamo», ha detto Jole Santelli, dopo giorni di silenzio, a “Il mix delle 5” su Rai Radio 1, in merito alla legge sui vitalizi approvata in Consiglio regionale. E’ stato un errore? «Decisamente», ha aggiunto.

Di errore parla anche Luigi DI Maio. «La Regione Calabria ha fatto marcia indietro sul ritorno ai vitalizi. Hanno compreso l’errore e questo è un bene. Tra tutti i doveri della politica ce n’è uno, infatti, fondamentale: consolidare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Dare il buon esempio – scrive in un post su Facebook il ministro degli Esteri – e non dai certo il buon esempio se le tue priorità sono reintrodurre un privilegio obsoleto – prosegue – specie in un momento di crisi e sofferenza come questo. Ora, più di prima, bisogna servire il Paese con costanza e determinazione. Lavoriamo per approvare provvedimenti a favore di imprese, famiglie e lavoratori. Questo è ciò che serve».

Reazioni molto più caustiche vengono da Rifondazione comunista che parla senza mezzi termini di «porcata», del Pd di Rovito che chiede al suo partito un mea culpa; dall’associazione controcorrente che boccia «l’operato della Regione che ha congelato i tamponi e che pensa ai vitalizi invece di creare un laboratorio regionale per processarli e a comperare o magari – ma è fantascienza – produrre reagenti o alcool per disinfettare. E che invece si appassiona a dare battaglia al governo centrale, a creare super organismi, a istituire un maxi dipartimento per la programmazione, a nominare consulenti presunti esperti».

Insomma un coro di critiche che domani si spegneranno e sorgerà forse un’altra polemica. Magari sull’istituzione della nuova commissione, il cui iter è stato lanciato sempre in quel consiglio, e che ci costa 100mila euro l’anno. Un po’ di più dei vitalizi.

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