Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale della Calabria
2 minuti per la letturaNel Consiglio regionale della Calabria con un emendamento all’ennesimo omnibus il centrodestra cancella l’Agenzia per l’energia, voluta nella scorsa legislatura dagli ex alleati di Azione. Occhiuto: mai attuata, evitiamo l’ennesimo ente di sottogoverno
Il consiglio regionale calabrese, nella seduta del 30 marzo 2026, ha approvato un’ennesima legge omnibus, un calderone di modifiche ad altre norme, proroghe e provvedimenti. Molto eterogeneo, forse più del solito: si va dalle case funerarie alle comunità montane, passando dalla navigabilità del lago Cecita.
Ad accrescerne la complessità, anche una serie di emendamenti quasi ‘fuori sacco’: depositati solo due giorni prima e non passati dall’esame della commissione. Uno, in particolare, ha attirato l’attenzione. È l’emendamento con cui il Consiglio regionale abroga la legge 18 del 2025. Si tratta del testo che aveva introdotto l’Agenzia per l’energia della Calabria (e con essa l’ennesima postazione di sottogoverno). Una proposta che era stata caldeggiata da Giuseppe Graziano e Francesco De Nisi, ex consiglieri regionali di Azione ed ex alleati del centrodestra: alle scorse regionali hanno sostenuto Pasquale Tridico, appoggiando la lista Casa riformista. Quella legge, mai attuata, oggi «non è più una priorità», ha spiegato il consigliere regionale Emanuele Ionà (Occhiuto presidente), illustrando l’emendamento.
LA PROTESTA DI FILOMENA GRECO: NON SI CAPISCE NULLA
La discussione sarebbe finita lì, se non fosse intervenuta la voce (di protesta) della consigliera Filomena Greco (Italia Viva). Ma non sul merito della proposta, quanto sul metodo. «Si può discutere così? Non si capisce nulla di questi emendamenti. Tanto vale abrogare le commissioni. Qui si fa scempio della democrazia» ha tuonato.
OCCHIUTO: SAREBBE COSTATA 1,5 MILIONI, RIDUCIAMO COSTI
La replica è arrivata dal presidente Roberto Occhiuto. «Capisco la sua reazione, abroghiamo una legge proposta nella scorsa legislatura e approvata su iniziativa da due ex consiglieri regionali che ora fanno parte del suo schieramento, Giuseppe Graziano e Francesco De Nisi – ha ribattuto – L’agenzia prevedeva un costo che arrivava a regime a 1,5 milioni. Dal momento che non è mai stata attuata, abbiamo pensato di evitare la creazione dell’ennesimo ente di sottogoverno, riducendo partecipate e costi».
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