Roberto Occhiuto e Matteo Salvini
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Salvini annuncia l’allargamento della Giunta Occhiuto subito dopo il voto di fine maggio. Tra equilibri di maggioranza, nuovi assessori e possibili uscite, si apre un risiko politico destinato a cambiare ancora
QUINDICI giorni. Tanto, secondo Matteo Salvini, manca all’allargamento della Giunta Occhiuto. Il leader della Lega, nei giorni scorsi a Reggio Calabria, ha parlato della pratica come di una partita ormai definita, assicurando («me lo ha detto Occhiuto») che le nuove nomine arriveranno subito dopo le amministrative di fine maggio.
Tanta fretta di rimetter mano al risiko delle poltrone, alla ricerca del giusto equilibrio tra le rivendicazioni dei partiti che lo sostengono, Occhiuto non pare averla in verità. «Non è una priorità» diceva nelle scorse settimane. In quelle successive si è limitata a farne solo una, quella del sottosegretario Figliolia, al quale ha affidato i dossier romani.
GIUNTA REGIONALE A NOVE, LA FRETTA DI SALVINI E I GIOCHI APERTI
Le amministrative di maggio sono poi servite come utile “diversivo”: non si fanno rimpasti, di solito, in campagna elettorale.
Certo è – e le parole di Salvini lo dimostrano – che sarà difficile tenere a bada gli alleati anche dopo il voto di maggio. Perché si sa, una promessa è una promessa. E il presidente Occhiuto, dopo aver trovato la quadra (con non poca fatica) della sua prima Giunta del mandato bis, aveva garantito ai delusi (ovvero ‘Noi Moderati’, rimasti a secco, e Lega, che aveva ottenuto un solo assessorato, pur corroborato dalla vicepresidenza) che le loro rivendicazioni sarebbero state soddisfatte dopo la modifica di Statuto e l’allargamento dell’esecutivo. Un passaggio ormai bell’e consumato.
Il punto è che davanti Occhiuto ha più scenari, che presentano diversi ordini di complessità. Il mero allargamento a nove della Giunta è la soluzione a bassa intensità. Si tratta di assegnare le due caselle già assicurate a Noi Moderati e Lega. L’onere maggiore ricade sui partiti, chiamati a individuare due nomi graditi al presidente (e uno dei due, per le quote rosa, dovrà essere di una donna). In aggiunta a questo, ci sarebbe un altro ‘piccolo’ avvicendamento: la vicepresidenza, oggi in carico alla Lega, dovrebbe andare a Fratelli d’Italia, per riequilibrare il peso dei partiti nell’esecutivo.
ALLARGAMENTO GIUNTA REGIONALE, LE VARIABILI
Ci sono però delle variabili da tenere in considerazione. La prima: anche la lista “Occhiuto presidente” ambiva a un posto in Giunta. Uno di quelli in quota a Forza Italia. Il punto è che Occhiuto si ritrova con due papabili per una poltrona. Uno è Pierluigi Caputo, uno dei suoi fedelissimi, arrivato alla terza legislatura (considerando la breve esperienza Santelli) con un consenso sempre crescente. L’altra è Rosaria Succurro: pochi giorni fa in un comizio, il marito Marco Ambrogio – in corsa per succederle come sindaco di San Giovanni in Fiore – dava la sua nomina in Giunta come certa e imminente. Ma al posto di chi potrebbero essere nominati Caputo o Succurro? Lo scenario che viene descritto vedrebbe l’uscita dalla Giunta del tecnico Marcello Minenna, che sarebbe destinato al ruolo di sottosegretario regionale.
I FUTURI APPUNTAMENTI ELETTORALI
Le altre variabili coinvolgono i futuri appuntamenti elettorali. Perché è piuttosto scontato che Occhiuto dovrà rimetter mano alla sua Giunta dopo gli appuntamenti elettorali del 2027. Le amministrative di Catanzaro, tanto per iniziare, nel caso in cui il suo vicepresidente Filippo Mancuso diventasse il candidato del centrodestra alla guida di Palazzo De Nobili. Poi ci sono le Politiche d’autunno (2027, salvo voto anticipato, ipotesi che ogni tanto ritorna). Più di un assessore è in predicato d’esser candidato. Senza dubbio sarà in corsa per il parlamento Giovanni Calabrese (FdI), ma tra i papabili ci sono anche Gianluca Gallo (Forza Italia) e, nel caso in cui non andasse in porto la candidatura a sindaco di Catanzaro, Filippo Mancuso. E lì sì che si aprirà un’altra partita di risiko: tra elezioni politiche, elezioni comunali e nuovi equilibri interni al centrodestra, l’attuale allargamento rischia di essere soltanto una soluzione temporanea.
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