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Seduta di consiglio regionale a ranghi ridotti in Calabria, ok a commercio e lidi balneari, ma resta lo scontro politico. Greco protagonista, nodi su concessioni e riforme.
UNA SEDUTA a ranghi ridotti, con parecchie assenze sui banchi della Giunta (presidente Occhiuto compreso, impegnato fuori regione), della maggioranza e anche della minoranza e diverse pratiche licenziate all’unanimità. Ma sbaglierebbe chi pensasse a una tregua: anche sulle proposte approvate con il sì bipartisan di maggioranza e minoranza non è mancato lo scontro politico. Sugli scudi la renziana Filomena Greco, che non ha mancato un intervento né una dichiarazione di voto sui punti.
Tra le prime pratiche licenziate la proposta di provvedimento amministrativo firmata dalle consigliere di Fratelli d’Italia Daniela Iiriti e Luciana De Francesco che aggiorna gli indirizzi regionali del 2000 sul commercio e li adegua alle novità introdotte dalle normative nazionali ed europee. Il testo punta sostanzialmente a liberalizzare parte dei vincoli sulla grande distribuzione. Vengono eliminati limiti quantitativi e verifiche di fabbisogno commerciale. Restano però valutazioni su traffico, impatto ambientale e tutela urbanistica. Greco (Casa Riformista) annuncia voto d’astensione. La proposta in sé andrebbe anche bene («si aggiorna un sistema superato»), ma Greco contesta l’assenza di una riforma strutturale del sistema.
CONSIGLIO REGIONALE, APPROVATA LA NORMA “ANTI-BOLKESTEIN”
Passano con il voto favorevole dell’opposizione (ma non senza rilievi) le due proposte di legge dedicate ai lidi balneari. La prima, firmata dal capogruppo azzurro Domenico Giannetta, è la “soluzione calabrese” al caos delle concessioni tra direttiva Bolkestein, sentenze e rinvii. La norma assegna ai Comuni costieri la valutazione sulla “scarsità della risorsa spiaggia” e sull’eventuale “interesse transfrontaliero certo”. Solo in presenza di queste condizioni scatterebbe l’obbligo di gare pubbliche per le concessioni. In caso contrario, gli enti locali possono prorogare le concessioni esistenti. La proposta introduce inoltre una proroga fino a cinque anni per gli stabilimenti colpiti dai cicloni di inizio anno. La minoranza vota a favore («per tutelare i lavoratori») ma lamenta i «ritardi» sulla programmazione e paventa il rischio di una impugnativa da parte del Governo. «La proposta nasce dalla volontà di stare vicino ai balneari – replica Giannetta – La differenza tra noi e voi è che noi non nascondiamo i problemi sotto il tappeto».
BALNEARI COLPITI DAL CICLONE HARRY
La seconda pratica legata ai balneari arriva dal capogruppo della Lega Giuseppe Mattiani. In questo caso la platea interessata è quella dei balneari colpiti dal ciclone Harry (e dagli eventi successivi, per i quali è stata riconosciuta la calamità naturale).
Chi di loro ha subito la distruzione totale o parziale del lido può ottenere una licenza suppletiva e dislocare l’attività, per la stagione 2026, in altra area demaniale. Anche in questo caso dall’opposizione arriva il sì, non senza qualche bacchettata.
CONSIGLIO REGIONALE TRA STOCCATE E POLEMICHE
«Basta inseguire i problemi a ogni mareggiata, serve un piano contro l’erosione costiera e un aiuto concreto ai Comuni» dice Filomena Greco. «In alcuni casi, quando gli interessi delle categorie coinvolte superano i rilievi, si potrebbero anche abbassare i toni, si potrebbe pure rinunciare all’ennesimo intervento solo per dirsi “quanto sono bravo”» sbotta Mattiani. «Al mio ruolo non rinuncio» replica Greco.
L’aula approva anche la proposta di legge che rafforza, con altri specialisti, l’Osservatorio sui Minori, che diventa Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza. Anche qui non manca di intervenire Filomena Greco. «Il precedente Osservatorio è stato introdotto nel 2017 ma non è mai entrato in funzione, perché servono risorse che non vengono mai destinate» dice.
OSSERVATORIO PER L’INFANZIA E ADOLESCENZA
Via libera anche alla modifica normativa – proposta, come la legge sull’Osservatorio prima citata, dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo – che estende il vincolo di destinazione degli immobili appartenuti all’ex Ardis (l’ente per il diritto allo studio) e trasferiti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. La norma consentirà all’Università di usare questi beni non solo come alloggi e di superare l’incompiuta della ‘Casa dello studente’.
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