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Il prefetto Guido Longo

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Dopo una serie tragicomica di revoche, dimissioni, rinunce, contese e veti incrociati, finalmente, la Calabria ha qualcuno che potrà guidare la sua sanità soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo.

A dare l’annuncio della nomina, arrivata durante un Consiglio dei ministri convocato ad hoc alle 18, è lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità».

Nel dettaglio, «il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, di concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto-legge l° ottobre 2007, n. 159, ha deliberato la nomina del prefetto Guido Nicolò Longo a commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria».

«La nomina del Prefetto Guido Longo – ha commentato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – un uomo che da sempre si è battuto per la legalità e contro la criminalità organizzata, è la scelta giusta per la sanità calabrese. Con questa decisione lo Stato saprà far sentire la sua presenza».

Chi è Guido Longo

Guido Longo, già prefetto di Vibo Valentia, è andato in pensione nel 2018 dopo circa un anno nel capoluogo di provincia calabrese, in estate era stato nominato commissario straordinario da delibera sullo scioglimento del Consiglio comunale di Partinico, da parte del Consiglio dei ministri.

Longo ha lavorato a lungo a Palermo, prima alla Squadra mobile come dirigente delle sezioni narcotici e omicidi e poi come vice capocentro della Dia. Nel periodo della sua permanenza nel capoluogo siciliano, ha condotto le indagini sulla strage di Capaci giungendo all’identificazione dei mafiosi che misero in atto l’attentato contro Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la loro scorta.

Successivamente ha lavorato, sempre per la Dia, prima a Roma e poi, come capocentro, a Napoli.

Nel 2009 è stato nominato questore ed ha assunto la guida della Questura di Caserta. Quindi, nel 2012, il suo passaggio a Reggio Calabria.

Al suo attivo Longo ha una serie di indagini che hanno portato alla scoperta, in particolare, dei collegamenti tra Cosa nostra e ’ndrangheta soprattutto in materia di traffico di droga. Nel periodo in cui ha lavorato in Campania si è occupato dei “Casalesi”, ottenendo l’arresto del capo del gruppo criminale, Francesco Schiavone, e di molti dei suoi gregari.

A Vibo Valentia si insediò il primo marzo del 2017 e lasciò la città calabrese il 30 maggio 2018 per andare in pensione.

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