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REGGIO CALABRIA – C’è anche un vigile del fuoco di origine calabrese tra le tre vittime dell’esplosione di una palazzina disabitata avvenuta intorno alle 2 della scorsa notte a Quargnento, in provincia di Alessandria. Si tratta di Antonio Candido, 32 anni, di origini reggine e da non molto entrato nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Con lui sono morti anche i colleghi Matteo Gastaldo, 46 anni, Marco Triches 38 anni, entrambi di Alessandria. Altri due pompieri e un carabiniere sono rimasti feriti e sono stati trasportati negli ospedali vicini.

Nino Candido

Candido (Nino per gli amici) era originario del Reggino, ma si era trasferito in Piemonte, dopo essersi diplomato a Reggio Calabria, per inseguire il sogno di far parte del Corpo dei Vigili del fuoco e dove viveva con la moglie con la quale si era sposato appena lo scorso anno.

Sul suo profilo Facebook le immagini di vita quotidiana, con la particolare passione per i cani e per i tatuaggi, ma anche un post di pochi mesi fa, a giugno, quando davanti alla morte di un collega, Nino si chiedeva quanto valesse la vita di un vigile del fuoco e se tutti fossero pienamente consapevoli dei rischi di questo mestiere. Un commento che, dopo la tragedia di oggi, appare quasi beffardo.

VIDEO: A REGGIO IL COMMOVENTE SALUTO DAVANTI LA CASERMA DEI VIGILI DEL FUOCO

Candido, entrato da poco nel Corpo dei Vigili del fuoco e assegnato al Comando provinciale di Alessandria, era figlio di un vigile del fuoco, Angelo, caporeparto in servizio nel Comando provinciale di Reggio Calabria. Anche una sua zia lavora negli uffici amministrativi del Comando provinciale di Reggio Calabria.

La famiglia Candido risiede nel quartiere “Spirito Santo” di Reggio Calabria. Il padre della vittima, appena appresa la notizia, è partito per il Piemonte.

IL VIDEO DEI SOCCORSI NELL’AREA DELL’ESPLOSIONE

LA RICOSTRUZIONE E LE INDAGINI

Secondo le prime informazioni, una squadra di vigili del fuoco era intervenuta per la segnalazione di una fuga di gas arrivata dopo la mezzanotte.

Nello stabile, è stato appurato, c’erano bombole a gas. I pompieri sono intervenuti per spegnere l’incendio, ma all’improvviso sono stati travolti da una forte esplosione che ha causato il crollo della struttura. In particolare, sono state due le esplosioni e nella seconda deflagrazione c’è stato il crollo che ha coinvolto i vigili del fuoco rimasti vittime mentre erano impegnati nel sopralluogo.

I carabinieri non escludono l’ipotesi dolosa, dal momento che sono stati rinvenuti alcuni inneschi. Una tesi avvalorata dopo il ritrovamento di alcuni timer per comandare a distanza le esplosioni.

Il proprietario della cascina e sua moglie sono stati sentiti dagli inquirenti come persone informate sui fatti, mentre la procura di Alessandria ha aperto un fascicolo per crollo doloso di edificio e omicidio plurimo.

DOLORE E SOLIDARIETA’

Subito dopo la tragedia, sono stati molti gli attestati di dolore e solidarietà nei confronti delle vittime e del Corpo dei vigili del fuoco. Anche in Calabria sono diverse le iniziative, con bandiere a mezz’asta e un minuto di raccoglimento in diverse sedi dei vigili del fuoco. A Reggio Calabria il sindaco Giuseppe Falcomatà ha proclamato il lutto cittadino.

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