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Kobe Bryant, morto tragicamente domenica 26 gennaio. Parte della sua infanzia l'aveva trascorsa a Reggio Calabria

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REGGIO CALABRIA – «Reggio Calabria intitolerà un luogo della città a due dei suoi figli tragicamente scomparsi in questi mesi: Nino Candido, il vigile del fuoco morto insieme a due colleghi nella terribile esplosione di Alessandria, e Kobe Bryant, un ragazzo con il cuore puro di italiano come lui amava dire, che prima di conquistare la vetta del basket mondiale, ha trascorso gli anni della sua infanzia sui campi della nostra città».

È quanto afferma, in una dichiarazione, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

«Nino Candido e Kobe Bryant, due figli di questa città – prosegue Falcomatà – esempio di passione per il proprio lavoro e di sacrificio, uniti da un tragico destino, meritano l’intitolazione di un luogo che li ricordi perché fanno parte della storia di questa terra e rientrano fra gli esempi positivi da seguire per ogni reggino. Interpretando il sentire comune di una città che ha chiesto a gran voce che questi due uomini siano ricordati per sempre attraverso la dedica di un luogo della nostra città, chiederemo una deroga alle istituzioni competenti per poter ufficializzare le intitolazioni già nelle prossime settimane, senza attendere il decorrere dei 10 anni dalla morte che la legge prevede per le intitolazioni toponomastiche».

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