Il sudario esposto
3 minuti per la letturaEspongono un lenzuolo pro Gaza dalla finestra di casa; due coniugi vengono raggiunti dalla polizia che li identifica nella loro abitazione a Reggio
Tonino De Pace, avvocato, e sua moglie Lidia Liotta, animatrice col marito del circolo Zavattini ed esponente di Legambiente, sono in casa, in prossimità del Castello Aragonese di Reggio Calabria. Squilla il campanello e i due coniugi si guardano come per dire: chi può essere? Non aspettavamo nessuno. Aprono quindi il portone e si trovano davanti due poliziotti in divisa con pistola d’ordinanza alla fondina: “Scusi, quel lenzuolo esposto alla finestra l’avete appeso voi di vostra iniziativa o qualcuno vi ha invitato a metterlo?” “No, ovviamente l’abbiamo messo noi”, “Ah, va bene, grazie e buongiorno”. Una mezz’oretta prima Tonino e Lidia, aderendo ad una iniziativa nazionale pro Gaza, avevano esposto ad una finestra di casa un sudario con macchie di rosso e la scritta “Gaza” dello stesso colore.
I due agenti di polizia hanno agito di loro iniziativa, oppure eseguivano disposizioni giunte dall’alto? La domanda è lecita, visto ciò che è successo nella stessa giornata all’eurodeputata Cristina Guarda al passaggio del Giro d’Italia. Guarda, di Europa Verde, stava sventolando la bandiera palestinese quando dei carabinieri l’hanno fermata. Prima le hanno chiesto che vessillo fosse, poi, appreso che si trattava di quello palestinese, l’hanno identificata. E non è la prima volta che ciò accade durante la gara ciclistica. Sembra tuttavia che, nel caso che ha coinvolto i coniugi reggini, si sia trattato di una iniziativa autonoma di due agenti particolarmente zelanti, evidentemente in sintonia con l’aria che si respira nel nostro Paese.
Nelle stesse ore, il ministro dell’Interno Piantedosi riceveva al Viminale la sua omologa statunitense Kristi Noem, nota per avere ucciso il suo cane in quanto troppo buono e per le foto con alle sue spalle i migranti da rimpatriare dietro le sbarre. Ma a Reggio un agente della Digos avrebbe confidato, a un cittadino che gli chiedeva delucidazioni, che non c’era alcuna direttiva alla base dell’azione compiuta dai suoi colleghi in divisa. Sembra anche però che qualche analogo episodio si sia registrato in concomitanza con la partecipata manifestazione tenutasi nella città dello Stretto per sensibilizzare l’Unione europea e la comunità internazionale sul dramma di Gaza. Solo il questore potrà chiarire la questione, a ciò sollecitato anche dal segretario provinciale di Sinistra italiana Demetrio Delfino. Tra l’altro, un lenzuolo bianco è apparso anche sulla facciata del palazzo della città metropolitana, che dà sulla piazza dove si è conclusa la manifestazione.
L’avvocato De Pace ha così commentato la vicenda: “L’accaduto in sé, della durata di neanche un minuto, potrebbe essere una sciocchezza. Il problema è che se io avessi appeso un lenzuolo inneggiante a Netanyahu o a Israele la polizia non avrebbe suonato alla mia porta. Paradossalmente, chi protesta contro quello che è quantomeno un crimine di guerra viene considerato e schedato come elemento sospetto, mentre dovrebbe essere il contrario. Ovviamente qua non si sta parlando dello Stato di Israele ma del suo governo, di una situazione nella quale c’è una popolazione che si sta vedendo togliere la terra da sotto i piedi, con l’uccisione di intere famiglie e la cancellazione dell’identità di un popolo anche distruggendo i registri anagrafici e delle proprietà”. Fin qui l’avvocato De Pace.
Insomma, c’è da preoccuparsi e da prendere posizione, combattendo l’indifferenza. Sia per la tragedia della Palestina, sia per i tanti segnali che in Italia evidenziano l’approccio securitario del Governo troppo in linea con i vari Trump e Orban che svuotano dall’interno la democrazia.
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