X
<
>

2 minuti per la lettura

Confiscati beni per 6 milioni a un imprenditore reggino: avrebbe gestito un cartello per ottenere appalti tramite corruzione e ‘ndrangheta.


REGGIO CALABRIA – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un decreto di confisca di beni per un valore superiore ai 6 milioni di euro, colpendo il patrimonio di un noto imprenditore locale operante nel settore dei servizi. Il provvedimento, emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale su richiesta della Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, rappresenta l’epilogo patrimoniale dell‘inchiesta “Iter Nos” del 2021. Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno svelato un vero e proprio “cartello d’imprese” finalizzato a eliminare la concorrenza.

L’imprenditore colpito è accusato di aver ricoperto un ruolo di primo piano in questa struttura, organizzata per garantire un monopolio assoluto sugli appalti relativi a pulizie e sanificazioni. Per alimentare questo sistema, sarebbe stata costituita una sorta di “cassa comune” che, sarebbe stata alimentata dai contributi degli imprenditori associati. I fondi avrebbero avuto due destinazioni specifiche: per i pagamenti ai funzionari pubblici compiacenti per pilotare l’aggiudicazione delle gare. Ed altri sarebbero serviti per elargire pagamenti alle cosche di ‘ndrangheta di Africo e Melito Porto Salvo alle quali bisognava rivolgersi per poter lavorare sul territorio.

MAZZETTE “PERENNI” ANCHE AI PENSIONATI

Un dettaglio emerso dalle inchieste evidenzia l’ostinazione del sistema. Infatti, alcune dazioni di denaro sarebbero continuate anche dopo il pensionamento dei funzionari pubblici corrotti. Presumibilmente nella speranza che “questi potessero mediare con i nuovi funzionari” in favore degli imprenditori associati, anche mediante un rodato meccanismo di proroghe.

CONFISCATI CONTO CORRENTE, QUOTE DI SOCIETÀ E ALTRO ALL’IMPRENDITORE REGGINO ACCUSATO DI CORRUZIONE

L’attività investigativa ha permesso di mappare e blindare le ricchezze accumulate illecitamente. La confisca ha riguardato:  La confisca ha riguardato un immobile, un conto corrente, l’intero compendio aziendale di una società cooperativa e le quote di una società a responsabilità limitata. Aziende, queste, operanti nel settore della “pulizia generale non specializzata di edifici”.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA