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Savina e Maria Rosa Pilliu (al centro) con Marco Lillo e Pif

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Erano appena arrivate a Riace Maria Rosa e Savina Pilliu. Proprio qui, Maria Rosa, dopo aver combattuto tante volte contro la mafia accanto alla sorella minore, è volata via a 71 anni. Avrebbero dovuto trascorrere sei giorni lontane dagli affanni siciliani e invece quella gita organizzata da tempo, si è conclusa nel modo peggiore.

La storia delle due sorelle sarde da moltissimi anni trapiantate a Palermo, che in venticinque anni non si sono mai arrese a Pietro Lo Sicco, l’imprenditore vicino ai clan che voleva abbattere la loro casa in piazza Leoni per costruire un palazzone di fronte al Parco della Favorita, è stata portata alla luce dagli amici giornalisti Marco Lillo e Pif, nel libro “Io posso, due donne sole contro la mafia” edito da Feltrinelli. L’obiettivo della pubblicazione, oltre quello di raccontare una vicenda fatta di resistenza, intimidazioni e profonda solitudine, anche quello di aiutare le sorelle Pilliu a pagare, con i diritti d’autore, la cartella esattoriale di 22 mila e 840 euro recapitata loro dall’Agenzia delle entrate per il risarcimento mai ottenuto, dall’imprenditore siciliano.

“Se solo avessi pensato che poteva accadere qualcosa a mia sorella, non sarei mai partita per la Calabria – spiega Savina Pilliu –. Avevamo programmato questa gita da tempo. Volevamo rilassarci un po’, ne avevamo bisogno, io ero stanchissima. Noi siamo sempre state molto unite e abbiamo fatto tutto insieme, in pieno accordo. Oggi sono ancora più arrabbiata di prima perché abbiamo dovuto lottare strenuamente per veder riconosciuti i nostri diritti. E questo è avvenuto perché chi doveva fare il proprio lavoro non lo ha fatto. Non era compito nostro lottare così tanto e sostituirci ai magistrati. Nonostante il mio dolore, non ho nessuna intenzione di abbandonare la lotta che con Maria Rosa, in tutti questi anni, abbiamo dovuto sostenere abbandonate da tutti. Non toccava a due semplici cittadine con il rischio di essere ammazzate, denunciare e continuare a lottare per essere ascoltate e credute. Ora chiederò il conto a tutti. Pensavo che una volta finito il procedimento giudiziario avremmo avuto un periodo di relativa tranquillità e invece ora sono rimasta sola. Se non fosse stato per Pif e Marco, gli unici che ci hanno teso una mano, nessuno ci avrebbe mai sostenuto. La mafia ci voleva togliere la casa mentre lo Stato ci voleva prendere il negozio, ma io non lo permetterò mai”.

Maria Rosa e Savina sono partite il 13 agosto in pullman da Palermo. Arrivate a Reggio Calabria, hanno fatto una breve sosta per poter consumare il pranzo. Savina ha preso una pizza per la sorella e come faceva sempre, l’ha aiutata a mangiare oltre che somministrarle i suoi abituali farmaci.

“Sono sempre stata accanto a lei – spiega – e le ho messo anche una sciarpetta perché temevo che l’aria condizionata potesse darle fastidio. Arrivati in albergo a Riace, la stanza non era ancora pronta. Mentre aspettavamo mi sono resa conto che aveva le mani nere e allora ho chiesto subito l’intervento di un medico. Una dottoressa le ha praticato subito il massaggio cardiaco ma quando è arrivata l’ambulanza Maria Rosa era già morta. È stato terribile perderla così, lei che era la mia ragione di vita. Avevo comprato una casa più comoda per rendere più agevole i suoi spostamenti e ora senza mia sorella nulla ha più senso per me”.

Pif e Marco Lillo hanno raggiunto subito Savina a Palermo. Anche ora, nel momento del dolore, sono con lei. “La notizia della morte di Maria Rosa Pilliu – spiega Francesco Prestigiacomo, vicepresidente dell’associazione “Rinnova” di Palermo – ci ha colpiti profondamente. Noi l’avevamo incontrata poco tempo fa insieme a sua sorella, durante la presentazione del libro di Pif e Lillo. Era una donna gentile, delicata, il suo silenzio era capace di comunicare tanto e aveva degli occhi particolarmente intensi, che raccontavano tanto. Era sempre molto attenta a tutto ciò che accadeva attorno a lei e seppur dalla sua bocca non uscivano parole, la sua figura emanava forza e un grande coraggio. Come associazione faremo nostre le battaglie delle sorelle Pilliu e oggi più che mai saremo accanto a Savina in questo momento difficile. Sappiamo quanto amasse sua sorella e quanto le mancherà”.

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