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La strada in cui è stato trovato il cadavere di Pangallo

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SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA) – Risolto il giallo di San Ferdinando, l’uomo che avrebbe ucciso a calci e pugni Domenico Pangallo, 58 anni originario di Roccaforte del Greco, (LEGGI LA NOTIZIA) il cui cadavere è stato poi abbandonato in mezzo alla strada si è costituito ai carabinieri di Rosarno.

Il presunto autore dell’omicidio è Giuseppe Cacciola, di 33 anni con precedenti penali per estorsione e droga, figlio di Umberto Cacciola, noto esponente dell’omonimo clan della ‘ndrangheta di Rosarno. A lui i carabinieri della Compagnia e del Gruppo di Gioia Tauro hanno notificato un decreto di fermo emesso due giorni fa dal pubblico ministero Giorgio Panucci della Procura di Palmi diretta dal procuratore Ottavio Sferlazza.

Dalle indagini svolte dai carabinieri, infatti, è emerso che Pangallo era stato indotto con l’inganno a recarsi a San Ferdinando a casa della moglie di Cacciola, a cui era legato da una relazione virtuale. Una volta entrato, l’uomo, secondo l’accusa, è stato ripetutamente percosso con schiaffi e calci al volto ed ai fianchi da Cacciola per poi essere trascinato, esanime, sulla strada, a pochi metri dall’ingresso dell’abitazione dell’indagato. Cacciola, di cui erano subito cominciate le ricerche, si è reso irreperibile fino a ieri sera.

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