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Ad Agnana, nel reggino, una assemblea pubblica per discutere del parco eolico avviato dalla società Sky srl
AGNANA– Domani, giovedì 15 gennaio 2026, alle 17 si svolgerà nella sala del centro polifunzionale di Agnana un’assemblea pubblica per discutere e anche rappresentare opinioni contrarie al parco eolico di Agnana Calabra, avviato nel territorio del piccolo centro collinare della Locride, dalla società Sky srl.
PARCO EOLICO AD AGNANA, ASSEMBLEA CITTADINA
Dopo la normativa recente che ha liberalizzato e deregolamentato, con l’accelerazione di una proliferazione indiscriminata di progetti che hanno come perno l’installazione, su diversi territori, di pale eoliche, il dibattito si è acceso ed è diventato incandescente, perché sono in molti a non volerle. Peraltro si aspetta di conoscere con assoluta certezza come sia generato il movimento di un impianto di impressionanti proporzioni, considerato che il vento non sempre c’è, e come, in caso di assenza totale di correnti, possa essere garantito il funzionamento.
Il coordinamento di Controvento Calabria, associazione che si batte per la tutela ambientale e contro l’installazione di impianti eolici, chiarisce in una nota ufficiale, che «la produzione e la gestione dell’energia non possono essere lasciate all’arbitrio dei privati».
LA POSIZIONE DEL COMITATO
Riflettendo sulla normativa vigente, il comitato evidenzia che «è eversiva, contraria agli interessi della collettività nazionale e incompatibile con le leggi applicative della Carta fondamentale, come il Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2024». Duro l’attacco nei confronti della Sky s.r.l. che, secondo il coordinamento, «presenta il suo espediente per accaparrarsi soldi dei cittadini, prelevati dalle bollette energetiche sotto forma di progetto per la realizzazione di un impianto (5 torri eoliche altre più di 200 metri) atto alla produzione di energia elettrica, da vendere poi al mercato. Per fare questo – prosegue la nota – ha bisogno di reperire luoghi che rispondano, oltre alle normative vigenti, anche a condizioni meteo-climatiche favorevoli, legate alla presenza di venti sufficienti a mettere in discussione».
PARCO EOLICO, LE NOTE DEL COMITATO
Proprio in relazione a quest’ultimo punto, i firmatari della nota ufficiale, chiariamo che è ufficiale e che questi contenuti saranno ribaditi nella riunione di domani, aggiungono: «Il vento dell’Appenino non è tale da rendere remunerativo un investimento connesso alle pale eoliche, ma l’elezione del Sud come zona adatta alla monocoltura energetica dipende, soprattutto, dall’ampia disponibilità di suolo libero, conseguenza del basso indice demografico. Una penetrabilità che in Calabria è favorita dalla mancanza di adeguate norme amministrative, come l’approvazione del nuovo Piano paesaggistico regionale ovvero di Piani strutturali di competenza dei singoli comuni».
QUALE È IL REALE RAPPORTO TRA COSTI E BENEFICI
In riferimento specifico al progetto e all’investimento che interessa Agnana, il coordinamento di Controvento Calabria dichiara, nero su bianco, che «la prima cosa da chiarire è quale sia davvero il reale rapporto tra costi e benefici». Ed aggiunge: «La Calabria è di fatto un territorio fragile, soprattutto a causa dell’elevato rischio idro-geologico. Pertanto, al di là del forte impatto paesaggistico che di per sé produrrebbe già un danno permanente, va anche considerato che il sito in questione si trova in zona particolarmente sensibile dal punto di vista storico e ambientale, confinando con il Geo-Parco nazionale dell’Aspromonte e il vicino sito di interesse comunitario Vallata del Novito e Monte Mutolo.
Inoltre, per raggiungere il luogo dove è previsto il posizionamento delle torri, per le quali sarà necessario creare uno scavo per il basamento verranno aperte delle vie di accesso di notevole ampiezza, facendosi strada nei fianchi della montagna, con il taglio di alberi e altra vegetazione, con aumento dei pericoli che pregiudicano la tenuta del territorio».
AGNANA, IL VALORE IMMOBILIARE DEI TERRITORI INTERESSATI
Secondo gli autori della nota, va anche considerato il valore immobiliare dei territori interessati «che è notevolmente sceso». Ma non basta e il coordinamento attacca ulteriormente, ragionando sulle norme compensatrici, cioè quei lavori ai quali è obbligato il committente, a seguito «dell’esecuzione di infrastrutture di impatto ambientale». Ebbene, come sembra essere dimostrato da precedenti esperienze «le ditte che realizzano questi impianti mettono nel conto delle opere compensatrici le strade (tracciati) che hanno realizzato, per raggiungere il proprio cantiere».
«NON CI SARANNO RICADUTE POSITIVE»
Il documento si conclude con l’asserzione che ricadute positive «non ci saranno» e che, comunque, considerando che per la natura degli interventi i confini amministrativi non vengono riconosciuti, non sarà solo un problema di Agnana (350 abitanti) ma di città e paesi viciniori. La battaglia cominciata già da anni registra un’accelerazione e quello che sta per cominciare, a partire da domani, si preannuncia come un periodo di altissima tensione.
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