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Ponte sullo Stretto, il ministro Salvini conferma la nomina di Pietro Ciucci a commissario unico per «accelerare sulle richieste della Corte dei Conti»


È il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini a mettere a tacere le ipotesi sui commissari per il Ponte sullo Stretto. Ieri, venerdì 16 gennio 2026, infatti, ha affermato: «Il commissario è uno ed è Ciucci. Stretto di Messina è pubblica, una società al 100% pubblica. Pietro Ciucci l’ho nominato io, per accelerare, rispondere alle richieste della Corte dei Conti e per coordinare tutti gli organi coinvolti».

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E ha aggiunto ancora: «L’amministratore della società pubblica Stretto di Messina diventa anche commissario pubblico per fare il ponte sullo Stretto di Messina, che è un’opera pubblica pagata interamente da denaro pubblico e gestita dal pubblico. I privati proprio non c’entrano nulla».

OPERAZIONE PER SUPERARE I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI

Dopo le bocciature della Corte dei Conti al progetto del Ponte sullo Stretto, dunque, Palazzo Chigi ha deciso di affidare il superamento dei rilievi della magistratura contabile a un commissario, necessario per mettere ordine nel “confusionario” iter burocratico che ha portato alla negazione del visto sulla delibera Cipess. Troppi passaggi difettosi tra Mit, Mef e Dipartimento per la programmazione economica, infatti, hanno determinato la violazione delle direttive europee Habitat e Appalti e resa essenziale la nomina di una figura capace di ottemperare alle normative in questione.

IPOTESI CIUCCI E CRITICHE DA AVS, M5S, AMBIENTALISTI E CGIL

Sin dal primo momento in cui si ventilava l’ipotesi di Ciucci nel ruolo sono state pesanti le critiche avanzate da deputati (Bonelli di Avs e Santillo del M5S) e associazioni ambientaliste. Ieri si è aggiunta la nota del segretario confederale della Cgil, Gino Giove che ha affermato: «Apprendiamo con interesse che, secondo il ministro Salvini, per “rispondere” alle delibere della Corte dei Conti la soluzione migliore sia nominare commissario straordinario la stessa persona che guida la società Stretto di Messina. Per garantire controllo e trasparenza, si concentra tutto nelle stesse mani, in pratica il controllato controlla sé stesso. Un modello di governance tanto innovativo quanto difficilmente spiegabile fuori dai comunicati stampa del Dicastero».

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«Salvini insiste nel precisare che “i privati non c’entrano nulla”, quasi fosse una rassicurazione. Peccato – sostiene il dirigente sindacale – che il problema non sia la natura pubblica della società, ma l’assenza totale di separazione dei ruoli, la compressione dei controlli e l’uso disinvolto della figura del commissario per forzare procedure, tempi e verifiche».
Per il senatore M5S Pietro Lorefice, segretario di Presidenza del Senato «Le dichiarazioni di Salvini sono sconcertanti e offendono l’intelligenza degli italiani: di fronte ai rilievi della Corte dei Conti rivendica “l’ho nominato io” e nomina Ciucci commissario “per accelerare”»

«GROTTESCO CORTOCIRCUITO ISTITUZIONALE»

«È un grottesco cortocircuito istituzionale: la stessa persona è ad della Stretto di Messina e diventa anche commissario del Ponte, concentrando nelle stesse mani regia, tempi, e gestione. Non sono la trasparenza e la disciplina richiesti dalla Corte dei Conti: questo è l’annullamento di contrappesi e garanzie. E la narrazione secondo cui “i privati non c’entrano nulla” è pura propaganda: l’opera è finanziata con risorse pubbliche, ma appalti e contratti saranno affidati a soggetti privati».

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