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Il ministro Marta Cartabia all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Reggio Calabria

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REGGIO CALABRIA – Chiede di parlare per ultima, (solo dopo aver ascoltato attentamente la mole di problemi che rischia di affondare la giustizia nel lembo più estremo della Penisola) il Ministro della giustizia Marta Cartabia, che ha scelto la città calabrese dello Stretto per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022 delle corti d’appello (in contemporanea in tutte le città d’Italia) alla cerimonia allestita, per effetto della crisi sanitaria, presso gli ampi spazi della Scuola Allievi Carabinieri “Fava e Garofalo” di Reggio Calabria.

«Una presenza che è segno di sensibilità, di grande attenzione e della cura con la quale il Ministro segue con attenzione la giustizia al Sud» ha voluto sottolineare il presidente della Corte d’Appello reggina, Luciano Gerardis, alla presenza del procuratore generale, Gerardo Dominijanni, del componente del Csm,  Sebastiano Ardita e del presidente dell’ordine degli avvocati di Reggio Calabria Rosario Infantino, tutti intervenuti nel corso dell’udienza pubblica davanti al parterre de roi  istituzionale, accademico e religioso cittadino.

Un particolare segno di attenzione alla Calabria

«E’ un segno di attenzione per questa regione da parte di questo Dicastero – ha esordito il Guardasigilli ricordando la presenza del Ministro Bonafede a Catanzaro solo l’anno scorso all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021 – Un segno di vicinanza – ha sottolineato –  ad una terra splendida ma anche attanagliata da un giogo terribile che la grava, una terra che non si arrende impegnandosi in un percorso virtuoso di riscatto nei confronti della ‘ndrangheta e dal suo insidioso contagio criminale. Una battaglia che non è ancora stata conclusa».  

Quattro pilastri della giustizia  

Cartabia ha poi indicato i 4 punti cardinali lungo i quali dovrà muoversi la giustizia in tutta Italia declinandoli specificamente alla realtà calabrese e reggina in particolare: «Abbiamo avviato riforme strutturali di sistema a lungo termine per far fronte ai cronici problemi richiamati tante volte e da troppi anni in cerimonie come queste. Mi riferisco alla durata del processo ed al fardello degli arretrati che, insieme ai gravi fatti che negli ultimi anni hanno coinvolto la magistratura, hanno causato una progressiva e dannosa erosione di fiducia da parte di cittadini, operatori economici e osservatori internazionali».

L’opportunità Pnrr.

«Abbiamo davanti a noi una grande opportunità offertaci proprio dalla pandemia e dagli strumenti del Pnrr: il ruolo del ministero – ha spiegato il Ministro –  in questo contesto è quello di assicurare più risorse agli uffici giudiziari, più personale (a partire dai magistrati e dal personale amministrativo), più risorse, per edilizia e digitalizzazione. Faremo di tutto perché i rinforzi arrivino su tutti i fronti. È su questi pilastri: organizzazione del lavoro, digitalizzazione, edilizia giudiziaria e risorse umane che ci muoveremo per cambiare la giustizia».

I rinforzi.

«Conosco i numeri sulle scoperture (15% a Reggio Calabria), così come conosco il bisogno di rinforzi di magistrati, che si avverte in questo distretto impegnato, come quello di Catanzaro, anche in importanti processi contro la criminalità organizzata. I concorsi per l’accesso in magistratura sono ripartiti. A breve dovrebbero terminare le correzioni delle prove scritte del concorso per 310 posti in magistratura e a dicembre si è aperto il bando per altri 500 magistrati mentre  sono entrati in servizio altri cancellieri e nuovo personale amministrativo».

La novità: in gioco la squadra dell’ufficio per il processo.

«E c’è poi la grande innovazione – ha aggiunto il Ministro Cartabia –  che porterà nuove energie a supporto degli uffici giudiziari: a partire dal 21 febbraio entreranno in servizio gli 8171 giovani giuristi dell’Ufficio per il Processo. Saranno una squadra di collaboratori, su cui i giudici e l’intera struttura giudiziaria potrà contare: 208 saranno qui a Reggio Calabria». 

Al rinnovamento nell’organizzazione si affiancheranno anche gli investimenti  nelladigitalizzazione che darà un contributo non secondario e nell’edilizia giudiziaria che è tra le esigenze più ricorrenti  come confermato da commissione istituita dal Ministero della giustizia insieme al Ministero del Sud. Si elaboreranno in questo campo progetti specifici, da realizzare anche attingendo ai fondi del Recovery dedicati alle regioni del Sud. Questa collaborazione ci offre la possibilità di valutare ulteriori opere, oltre a quelle già previste all’interno del PNRR: che annoverano per Reggio Calabria, 4 interventi di grande manutenzione, per quasi 12 milioni di euro».

Il Pala Giustizia nel nome del magistrato Scopelliti.

«Sarà l’inizio – ha commentato ottimisticamente il Ministro – di una nuova stagione di fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Questo sarà anche il modo più autentico per onorare la memoria di tutti i servitori dello Stato, uccisi dalle mafie. Come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ricorderemo nel XXX anniversario dalle stragi. Come il giudice Antonino Scopelliti a cui si dedicherà il Palazzo di Giustizia che verra’ completato grazie a un protocollo con il Comune. Del giudice calabrese assassinato dalla mafia in Calabria si sottolineavano soprattutto zelo, intuito, grande intelligenza, equità e ancor più il senso di umanità. In queste virtù – ha aggiunto – si esprime il volto migliore della magistratura in cui la Repubblica vuole rispecchiarsi».

Il richiamo alla collaborazione istituzionale.

«La giustizia – ha concluso infine il Ministro indicando una bussola operativa per tutti – dà il meglio di sé laddove si è creata una stretta e virtuosa sinergia tra  le istituzioni locali: uffici giudiziari, comune, regione, questura, prefettura, carcere, ma anche università, scuola, ordini professionali. La leale collaborazione tra le istituzioni è un principio costituzionale ma è una condizione per il risanamento del tessuto sociale».

Bocche cucite invece sul toto Quirinale.

Il Ministro Cartabia ha solo sorriso in maniera educatamente enigmatica di fronte a qualunque quesito post dai giornalisti presenti.

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