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COSENZA – L’opera “Telesio” di Franco Battiato continua a far discutere. Tanto che l’artista, in concerto giovedì sera al teatro Rendano di Cosenza, è tornato sulla polemica relativa a costi e compensi. Dopo aver cantato i dieci brani dell’ultimo album, “Apriti sesamo”, ha introdotto qualche brano dall’opera commissionata dal Comune di Cosenza all’epoca dell’amministrazione Perugini, per celebrare i 500 anni dalla nascita del filosofo cosentino. 

Il cantautore catanese non ha poi resistito a una frecciata velenosa al Quotidiano, in particolare alla «giornalista che ha scritto che ho guadagnato 700.000 euro. Non è vero, dovevo ricevere 35.000 euro di compenso ma non li ho ancora visti. Anzi, ho messo di tasca mia 75.000 euro per pagare gli ologrammi». Stando alla delibera del Comune, riportata nell’articolo contestato, in realtà, l’opera è costata esattamente 584.495,50 euro, ma alla cifra si aggiungono i compensi per il compositore della musica (Battiato) e quello del libretto (Sgalambro): 50.000 euro ciascuno. Per un totale, quindi, di 705.000 euro. Un investimento, tra l’altro, dal quale il Comune non ha avuto alcun ritorno, visto che dell’opera non è stata allestita nessuna replica. I legali degli artisti hanno sottolineato che la distribuzione dell’opera non era una responsabilità di Battiato e Sgalambro. Ma c’è chi, come Sel, ha criticato l’eccessivo costo dell’operazione.
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