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Ago Panini, regista del film “La voce di Cupido” racconta la Calabria vista come «un territorio cinematograficamente fantastico perché è incredibilmente vario»
«Trovo che la Calabria sia un territorio cinematograficamente fantastico perché è incredibilmente vario. La prima cosa che ho detto scendendo dalla macchina in Sila è stata: “sembra di stare in Canada”. È una regione versatile, molto accogliente anche per tutto quello che per noi è importante dietro le quinte come le maestranze e l’ospitalità, il cibo poi è meraviglioso. Per non parlare del mare o dei borghi. Sono stato a Belmonte Calabro e ho pensato che fosse un set a cielo aperto già finito; monti la macchina da presa e giri. Lo confermo, la Calabria è sicuramente una terra cinematograficamente da esplorare in tutte le sue potenzialità: penso a una serie gialla tutta ambientata nei boschi. Che spettacolo».
Questa gioiosa descrizione della Calabria è quella di Ago Panini, regista del film per la tv “La voce di cupido” che stasera, 30 dicembre, andrà in onda su Rai uno in prima serata. Prodotto da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction e con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, è realizzato anche con la collaborazione di Fondazione Calabria Film Commission.
La voce di cupido, il nuovo film di Panini girato in Calabria
Il lungometraggio è stato girato in provincia di Cosenza tra Rende, Taverna, Zumpano, Castrolibero e San Pietro in Guarano. Con un set speciale anche nella sede di Castrolibero della redazione de l’Altravoce – Il Quotidiano. Una giornata speciale in cui gli spazi del giornale sono stati invasi dal brulicare operoso di attori, scenografi, tecnici, operatori, truccatori e costumisti. Una troupe organizzata ed efficiente che nel giro di una notte ha costruito il set e smontato giusto in tempo per far lavorare tutti i giornalisti all’edizione in programma. In quella che molti possono riconoscere come Sala Tito a recitare c’era Giacomo Pozzetto, tra i corridoi invece si aggirava Giorgio Marchesi. «Abbiamo ricostruito qui la sede di un produttore di podcast di grande successo. – spiega Panini – Quindi abbiamo fatto un ufficio di Milano qui a Cosenza nella redazione di un quotidiano, fantastico».
La storia è tutta ambientata sul territorio. Si svolge tra Natale e Capodanno «in una Calabria “magica”. Come lo è stata tutta la regione che abbiamo esplorato in questi giorni di riprese con i boschi della Sila tutti rossi, un ambiente natalizio super accogliente che ha ospitato una storia d’amore tra una grintosa camionista e un giovane NCC che si incontrano proprio in una stazione di servizio in Sila» racconta ancora il regista.
«Oltre ai boschi, abbiamo girato in un paio di ristoranti molto belli, ma anche location particolari come uno sfasciacarrozze e un’officina tra Cosenza e Rende perché tanto della storia gira intorno al mondo dei motori», prosegue. Poi ancora, grazie alla complicità della chiusura stagionale di novembre, la squadra si è spostata «in uno splendido albergo che abbiamo potuto utilizzare come un vero e proprio teatro di posa» e in una location speciale presso alcune «bellissime cascate che invito tutti a riconoscere» aggiunge divertito Panini.
Il film appartiene al ciclo Purché finisca bene
Scritto da Maria Sole Limodio e Pietro Seghetti la trama ha un elemento che unisce i protagonisti: la musica, più precisamente la radio. Il regista racconta ancora che «il terzo incomodo della storia è un famoso regista radiofonico, autore di podcast super romantici che sono ascoltati sempre dalla nostra protagonista e anche lui si trova in Calabria come ospite speciale a una serata di Capodanno».
Panini ha una lunga esperienza nei videoclip – Zucchero, Capossela, Ramazzotti, Neffa, Pausini, Silvestri, per citare solo alcune delle collaborazioni – e l’anno scorso ha portato con successo in tv “Mameli – Il ragazzo che sognò l’Italia”, una miniserie televisiva biografica liberamente ispirata alla vita di Goffredo Mameli, poeta, patriota e autore del testo dell’inno nazionale della Repubblica italiana. Insomma, un rapporto consolidato tra la musica e la sua rappresentazione nell’audiovisivo. «Nasco con la musica e il ritmo è sempre qualcosa di importante. – conferma il regista -. Ne “La voce di cupido” la colonna sonora ha un grande rilievo perché sarà un crossover tra il rock, che ci immaginiamo ascoltato dai camionisti e la musica tradizionale calabra che crea un corto circuito molto interessante».
Il ciclo del film tv a cui è legata l’opera è quello della serie “Purché finisca bene”. E conferma il filmmaker che anche in questo caso gli spettatori possono aspettarsi l’happy ending. «È una meravigliosa commedia romantica, come mi piace peraltro molto fare, e sarà contenta mia figlia che dice “Papà basta con i drammi”».
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