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Vibo, dieci anni senza Maria Chindamo: Cittadini, istituzioni e scuole nel ricordo dell’imprenditrice vittima di lupara bianca. La comunità trasforma il dolore in impegno e richiesta di giustizia.
VIBO VALENTIA – C’è un punto, a contrada Montalto di Limbadi, in cui il silenzio non è mai davvero silenzio. È un’assenza che pesa, che respira, che torna ogni 6 maggio come una ferita che non si rimargina e insieme come una promessa che non si spegne. Qui la terra non dimentica. Qui la memoria non si arrende.
A dieci anni dalla scomparsa di Maria Chindamo, imprenditrice di 44 anni originaria di Laureana di Borrello, quel cancello chiuso e quei terreni diventati tristemente noti sono oggi molto più di un luogo segnato dal dolore: sono un simbolo collettivo, un presidio di legalità, un punto in cui la comunità continua a scegliere da che parte stare.
10 ANNI SENZA MARIA CHINDAMO: IL SIT-IN E LA RICHIESTA DI VERITÀ E GIUSTIZIA
Nel giorno dell’anniversario, il sit-in dal titolo “Maria 10 anni dopo: Illuminiamo la sua voce, la verità e la giustizia” ha riportato sul posto cittadini, istituzioni, studenti e associazioni, insieme a familiari di altre vittime di mafia, tra cui Martino Ceravolo. Una presenza ampia e composita che, anno dopo anno, trasforma il ricordo in partecipazione attiva e in richiesta costante di verità.
L’area in cui Maria Chindamo fu aggredita e fatta sparire il 6 maggio 2016 è oggi anche un luogo simbolico di rinascita civile: qui è stata realizzata un’installazione artistica nell’ambito del progetto “Illuminiamo le terre di Maria”, con elementi luminosi che richiamano la presenza viva della memoria e il rifiuto dell’oblio. Negli anni, grazie al contributo di associazioni, volontari e scuole, quello spazio è diventato un laboratorio di cittadinanza attiva. A rendere ancora più forte il valore simbolico del luogo è la presenza, proprio di fronte ai terreni, dell’abitazione di Salvatore Ascone, imputato nel processo per concorso nell’omicidio. Un elemento che ricorda come la vicenda giudiziaria sia ancora aperta.
LE PAROLE DI VINCENZO CHINDAMO: UN CAMMINO DI LIBERTÀ
Nel corso della mattinata si sono susseguiti numerosi interventi, in un clima di forte partecipazione emotiva e civile. Particolarmente intenso l’intervento del fratello Vincenzo Chindamo, che ha sottolineato il valore del percorso costruito in questi dieci anni: “Siamo qui per continuare un cammino di libertà non solo per Maria, ma per un intero territorio che ha sete di riscatto. Il cambiamento è in atto, ma dobbiamo avere il coraggio di andare avanti. Maria non è solo un ricordo: è una presenza viva che continua a camminare con noi”. E ancora: “Le vittime di mafia siamo tutti noi, quando non riusciamo a vivere pienamente questa terra. Dobbiamo spezzare la paura e costruire futuro”.
VIBO, DIECI ANNI SENZA MARIA CHINDAMO: IL MESSAGGIO DELLE ISTITUZIONI E LA LOTTA ALLA MAFIA
Per Chiara Colosimo, presidente della Commissione regionale antimafia, la storia di Maria rappresenta un messaggio universale: “Maria Chindamo è una bandiera che racconta la possibilità di scegliere la propria vita. La crescita della partecipazione dimostra che il suo messaggio ha attecchito. La mafia può essere sconfitta anche dalle scelte personali”.
Il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro ha richiamato il ruolo dello Stato e la necessità di affiancare le famiglie delle vittime: “Questa è una ferita profonda, ma anche un giorno di memoria e giustizia. Lo Stato deve essere presente fino in fondo. Serve repressione, ma anche prevenzione, soprattutto verso i giovani”. E rivolgendosi agli studenti ha aggiunto: “Denunciare è libertà, non bisogna avere paura”. Il prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo ha invece evidenziato il valore culturale della giornata: “Oggi questa comunità dimostra consapevolezza e responsabilità. Guardando al futuro possiamo vedere una speranza reale. ’Ndrangheta significa sopraffazione, non onore. E su questo dobbiamo costruire una nuova narrazione”. Dieci anni dopo, il nome di Maria Chindamo continua a essere pronunciato come simbolo di una resistenza civile che non si è mai interrotta.
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