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IL feretro di Lele Iorfida all'uscita dalla chiesa dopo i funerali

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Dolore e commozione ai funerali di Lele Iorfida

LE lacrime a solcare il volto di quelli che sono stati per tre anni suoi compagni di viaggio, indistintamente di partito e di maggioranza che di opposizione. Perché quella di Raffaele Iorfida era una figura che all’interno dell’assemblea civica (e non solo) era rispettata al di là del suo colore politico.

AL COMUNE DI VIBO LA CAMERA ARDENTE

Questa mattina alle 12 l’entrata del feretro nel palazzo municipale, accolto da scroscianti applausi, diretto nell’aula consiliare dove, intervallati dai minuti di comprensibile silenzio, si sono intrecciati storie, aneddoti, esperienze che lo scomparso consigliere ha vissuto con coloro i quali hanno fatto parte della sua vita, politica e non. È stato questo luogo – che Iorfida ha vissuto quasi quotidianamente negli ultimi tre anni – ad essere scelto per la camera ardente di ieri mattina dove ciascun cittadino, dipendente dell’Ente, sindaco e giunta, si è recato per porgere l’ultimo saluto al 58enne commercialista vibonese e dare conforto alla moglie Angela, al figlio Andrea e ai parenti, in attesa dei funerali che si sarebbero poi celebrati nel pomeriggio nella chiesa di Santa Maria La Nova.

I suoi compagni di viaggio gli hanno reso omaggio: difficile trattenere il pianto, molti hanno ceduto infatti all’emozione, altri hanno guardato il volto del collega e verosimilmente ripensato a tutte le circostanze vissute insieme, fuori e dentro l’agone politico dove Iorfida sapeva essere diretto ma smorzare i toni al tempo stesso con una battuta distensiva.

I FUNERALI DI LELE IORFIDA, PRESENTE ANCHE IL GOVERNATORE ROBERTO OCCHIUTO

Nel pomeriggio le esequie a Santa Maria La Nova celebrate da don Enzo Varone davanti a tantissima gente presente, l’amministrazione comunale, i consiglieri, anche il presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Profondo il pensiero del sacerdote nella sua omelia: «Raffaele non è un uomo che abbiamo perduto, ma un uomo che abbiamo vissuto – ha affermato – un uomo che adesso ha avuto una vita completa»; don Varone ha raccontato di non aver voluto credere alla notizia della morte di Iorfida: «Cercavo nella mia mente un’altra persona col suo stesso nome» evidenziando come in questo ultimo periodo «ci troviamo sempre più spesso in questa comunità vibonese a piangere la scomparsa improvvisa di persone».
Toccante, poi, il messaggio del nipote Giovanni sulla figura dello zio e su quanto «egli fosse amato, rispettato e ben voluto; una persona della quale resterà impressa nei nostri ricordi il suo sorriso e il suo prodigarsi per il prossimo anche quando era oberato da impegni».

I FUNERALI DI LELE IORFIDA, IL RICORDO COMMOSSO DI MARIA LIMARDO

Infine, Maria Limardo che, visibilmente commossa, ha messo nero su bianco il proprio pensiero: «Non c’è un vibonese che non ne ricordi il sorriso, la gentilezza e la disponibilità d’animo. Lele era innanzitutto un amico, un confidente discreto e affidabile al quale sai di poterti rivolgere in caso di necessità. Io lo piango, noi tutti lo piangiamo come amico caro».

«Ha espletato il suo ruolo – ha proseguito – di consigliere comunale con, lealtà, equilibrio e competenza, portando alta la bandiera della città. La notizia della sua morte si è diffusa in un lampo, e un in lampo quella strada deserta si è riempita di quei tanti amici e conoscenti che ne hanno diviso un percorso più o meno lungo della sua vita. Nessuno di noi potrà mai dimenticare Lele Iorfida, la sua personalità, le sue qualità umane, le doti politiche e professionali. A tutti i suoi familiari ci stringiamo con le parole di Sant’Agostino nelle quali vogliamo fermamente credere: la morte non è niente, sono solo passato dall’altra parte, è come se fossi nascosto nella stanza accanto”».

All’uscita dalla chiesa il feretro è stato portato in spalla – in un silenzio composto figlio di un dignitoso dolore – dai consiglieri comunali di Forza Italia per l’ultimo viaggio di Lele Iorfida.

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