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CERVINARA – Il Tar si è pronunciato. Il ricorso che è stato presentato sui presunti brogli in relazione alle elezioni amministrative dello scorso anno è stato accolto parzialmente. Si torna a votare per le sezioni 7 e 12.
Dal punto di vista amministrativo non cambierebbe un granchè, la maggioranza sarebbe sempre la stessa, ma alcuni consiglieri, però, sarebbero costretti di nuovo a fare campagna elettorale.
Perché venendo meno i voti in quelle sezioni, di conseguenza, gli eletti, rischierebbero anche il seggio. Ad ogni modo è tutto da acclarare. Vedremo nelle prossime ore.
Secondo il Tar di Salerno che si è espresso sul ricorso proposto dal candidato non eletto a sindaco e candidati non eletti nella lista n. 1 (Vincenzo Iuliano, Gerarda Romano e Tommaso Bello, rappresentati e difesi dall’avv. Nicola Di Modugno e dall’avv. Edgardo Silvestro) contro il Comune di Cervinara, nella persona del sindaco rappresentato e difeso dall’avv. Lorenzo Lentini, nei confronti di Filuccio Tangredi, Caterina Lengua, Carmelo Todino, Paola Pallotta, Anna Marro, Giovanni Bizzarro, Pellegrino Casale, Raffaela Cioffi, Luigi Romano, rappresentati e difesi dall’avv. Donato Cicenia; Veronica Spiotta, Pierpaolo Porcelli, Massimo Marra. 
Dopo il verdetto del Tar, si attendono le decisioni della Prefettura di Avellino sulla definizione dell’iter che dovrà portare al voto in due sezioni della cittadina caudina, la 7 e la 12. A confermare che la notifica a Palazzo di Governo è stata eseguita, è lo stesso legale che sta seguendo il caso, l’avvocato Dimitri Monetti: «Ho notificato l a sentenza al Prefetto di Avelino» spiega l’avvocato Monetti, che sulle analogie con altri casi, nel resto dell’Italia, ci conferma che sono anche in altri comuni avvenute delle situazioni analoghe a quelle disposte e decise dal Tar di Salerno per Cervinara. «Si, ci sono casi analoghi mi vengono , ora, alla mente, Catanzaro, Auletta in provincia di Salerno e altre anche in Campania». Su quelle che dovrebbero essere le determinmazioni da parte del prefetto Carlo Sessa sulla vicenda, Monetti non ha dubbi: «Il prefetto dovrà, necessariamente nominare il Commissario PrefettizioMa anche procedere alla integrale rinnovazione delle operazioni elettorali attendiamo l’esito delle nostre richieste. La legge impone l annullamento integrale Altrimenti ricorreremo ai Giudici Amministrativi». Quindi, mentre il sindaco Tangredi annuncia che ci potrebbe essere un veloce ricorso al Consiglio di Stato, anche gli stessi ricorrenti sono pronti a ricorrere nuovamente alla giustizia amministrativa. Il prefetto ha chiarito che deciderà dopo la notifica e di concerto c on il Viminale. Quindi ci sarà ancora un po da attendere. Sulla vicenda è intervenuto con un lungo post su Facebook anche Orazio Perrotta, per settimane indicato come lo sfidante di Tangredi: «Non commento le motivazioni che hanno indotto il TAR a concludere in tal modo né le posizioni assunte dalle parti in causa nel corso di tutta la vicenda: mi limiterò semplicemente ad esprimere delle considerazioni rispetto ad una sentenza che, invece di far chiarezza definitivamente sulle questioni poste, crea incertezze nelle procedure da adottare e comporta gravi violazioni dei più elementari principi di garanzia riposti nella nostra Costituzione e nelle varie leggi che regolano la pacifica convivenza della nostra comunità…rispetto ma non condivido questa sentenza del 7 giugno 2016 del TAR di Salerno: infatti, con tale sentenza il giudice non decide né per il rigetto né per l’accoglimento del ricorso, lasciando così solo ombre e scaraventando tanti onesti cittadini e operatori della politica in una condizione di evidente incertezza».
Del caso si stanno interessando anche i parlamentari irpini, Giancarlo Giordano per Sel e Carlo Sibilia per il Movimento 5 stelle. 
 

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