X
<
>

Tempo di lettura 3 Minuti

Tremila studenti della provincia irpina di nuovo in classe. Una piccola percentuale rispetto ai quindicimila totali a causa della scelta di rinviare il rientro tra i banchi per il capoluogo e i comuni di Mugnano, Montella, Avella, Marzano, Lauro, Mugnano e Vallata. Non sono pochi i comuni costretti a fare i conti con problemi di connessione come sottolineato, ad esempio, dal sindaco del Comune di Marzano di Nola, di qui l’impossibilità di ripartire al 50%. Sono stati i dirigenti scolastici a definire la percentuale di studenti in presenza e l’eventuale differenziazione degli orari di ingresso e di uscita, anche alla luce dell’eventuale maggiore peso sul trasporto pubblico.

Nella maggior parte dei casi i presidi hanno optato per il 50% degli studenti in presenza. Bilancio positivo al De Caprariis di Atripalda, guidato dalla dirigente Maria Berardino “Abbiamo scelto – spiega Adele Testa, docente del De Caprariis – di differenziare gli orari, un gruppo di classi è entrato alle 8, un secondo gruppo alle 8.15, per ogni classe era presente il 50% degli alunni. La ripartenza è andata bene, c’era un gran desiderio di tornare in presenza da parte degli studenti e delle famiglie.

Abbiamo garantito ai genitori la possibilità di continuare a fare lezione in dad nei casi previsti dalla normativa, di quarantena o di problemi di salute dei ragazzi o dei conviventi. Ma siamo pronti a prendere in considerazione altre richieste, fermo restando la presenza al 50% degli studenti. Possiamo contare, per fortuna, su tre ingressi, per cui il rischio di assembramenti in cortile è molto basso. I ragazzi hanno, poi, dimostrato un forte senso di responsabilità, su ogni pianerottolo abbiamo un buon numero di collaboratori scolastici che garantiscono la vigilanza, anche le uscite in bagno sono annotate su un registro.

Siamo convinti che in questo modo possiamo garantire ai ragazzi e alle famiglie la massima sicurezza. Quanto ai trasporti, i ragazzi hanno riferito di aver viaggiato su pullman pieni al 50%, in molti casi si sono organizzati in due o tre con genitori che fanno a turno per accompagnarli e andarli a prendere”. Ad Ariano ha retto il piano sicurezza, decisivo è stato il contributo della Polizia municipale e dei tre volontari davanti ai cancelli degli istituti, capienza ridotta per gli autobus dell’ Amu. E sulle forme di protesta messe in atto in alcuni istituti del napoletano “Cercheremo di capire – spiega la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Rosa Franzese quali sono i motivi per cui alcuni ragazzi non sono rientrati in classe, ma il rientro era necessario. Tutte le indicazioni e le precauzioni che le scuole dovevano seguire per poter riaprire sono state messe in campo si devono mantenere le distanze ed è chiaro che la sicurezza è importante. Su questo c’è l’attenzione nostra e della Regione Campania: tutti stanno lavorando facendo ognuno la propria parte per garantire ai ragazzi e al personale la sicurezza del rientro”.

A far sentire la propria voce è anche la Flc Cgil che punta l’indice contro gli ultimi provvedimenti di De Luca “A noi pare che con il suo ultimo atto di indirizzo sia venuta meno la collaborazione auspicata. I dirigenti scolastici – si legge nella nota del sindacato – sono in seria difficoltà per il susseguirsi continuo di provvedimenti, per i vari stop and go, le nuove disposizioni sono spesso improvvise e talvolta di difficile attuazione come il suo ultimo indirizzo che configura di fatto una sorta di scuola ‘a la carte’. Inoltre, la campagna di screening, anzichè prevedere l’incremento delle unità di organico dei dipartimenti di prevenzione e protezione delle Asl riduce i dirigenti scolastici alla stregua di dipendenti con un carico di lavoro esorbitante attraverso la piattaforma Sinfonia. Questa gestione precaria e caotica che ne scaturisce ricade sui docenti”. Di qui l’invito per l’apertura di un “tavolo di confronto con le istituzioni scolastiche e le organizzazioni sindacali”.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA