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Perquisizione e maxi-sequestro nel reparto di alta sicurezza del carcere di Secondigliano. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno rinvenuto 17 telefoni cellulari – di cui 14 smartphone e 3 microtelefonini – oltre a un coltello a serramanico accuratamente nascosto all’interno delle celle.
NAPOLI – Un nuovo colpo alle comunicazioni illegali all’interno del carcere di Napoli Secondigliano. Durante una perquisizione nel reparto di alta sicurezza, gli agenti della Polizia penitenziaria hanno rinvenuto 17 telefoni cellulari — di cui 14 smartphone e 3 microtelefonini — oltre a un coltello a serramanico nascosto tra gli effetti personali dei detenuti.
Il ritrovamento è avvenuto nel corso di un controllo mirato, parte di un’attività di prevenzione e monitoraggio costante all’interno dell’istituto penitenziario. Gli agenti hanno setacciato celle e aree comuni, scoprendo la presenza dei dispositivi che, seppur vietati, continuano a rappresentare uno strumento di collegamento tra i detenuti e l’esterno, spesso utilizzato per mantenere contatti con organizzazioni criminali.
Perquisizione Napoli Secondigliano: trovati 17 cellulari e coltello nell’alta sicurezza del carcere
«Complimenti alla Polizia penitenziaria di Secondigliano e alla direzione del carcere – ha dichiarato l’Uspp (Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria) – che con un’attenta attività di prevenzione sta effettuando ritrovamenti significativi di cellulari all’interno del carcere».
Il sindacato, tuttavia, torna a denunciare la mancanza di mezzi adeguati a contrastare il fenomeno: «Abbiamo più volte segnalato ai vertici dell’amministrazione e politici di dotare la polizia penitenziaria di strumenti tecnologicamente avanzati tipo jammer, gli inibitori di segnale, per contrastare le comunicazioni tra i detenuti dell’alta sicurezza i contatti con l’esterno».
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