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Papa Leone XIV visita Pompei, celebrando la carità e incoraggiando i giovani a essere testimoni di speranza e pace nel mondo.
POMPEI (NAPOLI)– Il suono delle campane a festa ha segnato l’inizio solenne della visita di Papa Leone XIV in terra campana. Nel giorno del primo anniversario dall’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio, 8 maggio 2026, il Papa ha scelto Pompei come prima tappa di un intenso viaggio che toccherà anche Napoli. Il Pontefice è atterrato in elicottero pochi minuti prima delle 9:00, accolto dalle massime autorità: il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele di Bari e il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi.
Subito dopo l’atterraggio, Leone XIV ha vissuto due momenti di profonda vicinanza con la comunità. Ha visitato Il Tempio della Carità, il Papa ha quindi iniziato la giornata incontrando persone provenienti da contesti di disagio sociale accolte nei centri del Santuario. Per poi a bordo di una golfcar scoperta, il Pontefice ha percorso le strade del centro per “abbracciare” la folla radunata in piazza Bartolo Longo fin dalle 7:00 del mattino.
“Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa”. Ha detto il Papa nell’omelia della messa e preghiera della Supplica davanti al Santuario di Pompei. ”L’aver poi scelto il nome di Leone – ha spiegato – mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario”.
IL MESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV A POMPEI: «L’AMORE COMPIE MIRACOLI»
Parlando dal Santuario, Papa Leone XIV ha reso omaggio all’eredità di San Bartolo Longo, ricordando come il fondatore seppe trasformare una terra afflitta dalla miseria e dalla malaria in un faro di speranza. «Qui, nel tempio della carità e della fede, si sostengono a vicenda la preghiera e il servizio. L’amore compie miracoli che vanno ben oltre ogni aspettativa nelle membra di chi soffre». Il Papa ha esortato i volontari, gli educatori e il clero a essere «modelli credibili» per i giovani, sottolineando che nulla può fermare chi compie il bene. Ai ragazzi ha rivolto un appello speciale: «Siate testimoni convincenti della gioia, il nostro mondo ne ha tanto bisogno».
«Carissimi, questo è un luogo di grazia, in cui – ha detto il papa- la Madonna del Rosario e San Bartolo riuniscono uomini e donne di ogni età, provenienza e condizione, per portarli all’unica Fonte di quell’amore universale che solo può dare al mondo serenità e concordia: per portarli a Dio. Stringiamoci a lui, mentre gli affidiamo, per le mani di Maria, l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento.
Niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento – ha aggiunto il Pontefice -. Grazie per quello che fate. Andate avanti con generosità e fiducia. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, vi raccomando all’intercessione della Madre del Cielo e di San Bartolo e vi benedico tutti di cuore».
IL MESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV A POMPEI: «ESSERE UOMINI E DONNE DI PREGHIERA»
«Fratelli e sorelle, sacerdoti, religiose e religiosi, coniugi impegnati nelle case famiglia, educatori, volontari, sia questo il vostro programma di vita: essere uomini e donne di preghiera, per riflettere, come specchi tersi e umili, la luce che viene da Dio. Così alimenterete, con gesti e parole, la fiamma d’amore che San Bartolo ha acceso e sarete, nel servizio, nel dialogo e nella vita di fede, modelli credibili e guide sapienti per questa meravigliosa gioventù».
«A voi bambini, ragazzi e giovani raccomando di avere fiducia in chi, con amore, si prende cura della vostra crescita, e ancora di più di confidare in Gesù – ha aggiunto il Papa -, il figlio di Dio, crocifisso e risorto, che ci salva e ci libera, l’amico che non ci abbandona né ci respinge mai. Lasciatevi coinvolgere e spingere dalla gioia che viene dalle sue parole e dai suoi esempi, il nostro mondo ne ha tanto bisogno, e voi, che ben la conoscete, potete esserne, con la vostra freschezza, i testimoni più convincenti», ha detto il Pontefice.
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