Francesco Pio Valda
2 minuti per la letturaOmicidio Maimone: l’assassino Valda, condannato all’ergastolo, scrive dal carcere chiedendo scusa alla famiglia del pizzaiolo. Il padre della vittima: «sentenza di ergastolo passo necessario».
NAPOLI – Si è aperto con un momento carico di drammaticità l’udienza del processo di secondo grado per l’omicidio di Francesco Pio Maimone, il pizzaiolo 18enne ucciso a Napoli il 20 marzo 2023. Il presidente della Corte di Assise d’Appello ha letto in aula una lettera scritta di suo pugno da Francesco Pio Valda, il 21enne condannato in primo grado all’ergastolo e detenuto per l’omicidio. Nella missiva, Valda ha espresso un profondo pentimento e chiesto scusa alla famiglia della vittima.
IL PENTIMENTO DI VALDA, AUTORE DELL’OMICIDIO DEL PIZZAIOLO FRANCESCO PIO MAIMONE, L’ASSASSINO: «NON POTEVO CREDERE CHE PER CAUSA MIA…»
«È sempre stata da parte mia la volontà di voler chiedere scusa alla famiglia di Francesco Pio Maimone, questa tragedia mi consuma giorno dopo giorno e confesso: inizialmente nemmeno potevo credere che per causa mia un giovane ragazzo della mia stessa età avrebbe visto distruggersi la vita». Ha scritto Valda, ripercorrendo la notte tragica avvenuta sul lungomare di Napoli. La lettera, letta in aula oggi, 13 novembre 2025, dopo la discussione degli avvocati di altri tre imputati coinvolti nel processo, non nasconde le fragilità dell’imputato, che è entrato in carcere a soli 19 anni, uno in più della vittima. Valda ha fatto riferimento anche al suo difficile passato, segnato dalla perdita del padre (ucciso in un agguato di camorra) e dalla sofferenza per la mancanza della figura materna.
LA REPLICA DEL PADRE: «SENTENZA DI ERGASTOLO, ERA UN PASSO NECESSARIO»
Il gesto di Valda non ha lasciato indifferente Antonio Maimone, padre della giovane vittima. In un lungo comunicato, l’uomo ha commentato la missiva con dignità e amarezza. «Ho ascoltato con attenzione e con dolore la lettera di Francesco Pio Valda. Le parole che via via scorrevano, scuse, pentimento, presa di coscienza della gravità di quanto accaduto, erano prevedibili: condannato ad una sentenza all’ergastolo, era un passo necessario», ha replicato Antonio Maimone. Facendo così intendere di interpretare il pentimento anche alla luce della pesante condanna ricevuta in primo grado. Il padre di Francesco Pio ha aggiunto di non volersi sentire in grado di giudicare l’animo umano di Valda, ma ha poi espresso un monito generale sulla necessità di una risposta ferma alla violenza giovanile.
«Dinanzi al dilagarsi di fenomeni di violenza tra i giovani, bisogna dare risposte serie, concrete, certe. I cittadini e le istituzioni sono chiamati ad affermare il valore della vita e il diritto alla vita», ha sottolineato Maimone. Il padre del pizzaiolo ha ribadito il concetto che: «la certezza della pena è una garanzia per ogni cittadino, per la comunità, pure per coloro che rei di colpe gravissime possono avere la possibilità di una rinascita». L’omicidio di Francesco Pio Maimone, avvenuto a causa di una lite scaturita per una scarpa sporcata, ha suscitato grande sconcerto a Napoli e in tutta Italia, diventando un simbolo della violenza cieca e gratuita tra i giovani.
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