X
<
>

2 minuti per la lettura

Napoli, il ritratto di Giuseppe Musella: l’uomo che ha confessato l’omicidio della sorella Ylenia. Secondo gli investigatori, da tempo tra fratello e sorella c’erano tensioni e contrasti sempre più frequenti.


NAPOLI – Napoli si sveglia con una ferita profonda nel quartiere di Ponticelli, dove una vicenda familiare si è trasformata in tragedia. Giuseppe Musella, 28 anni, ha confessato di aver ucciso la sorella Ylenia, 22 anni, al termine di una lite degenerata in violenza. All’alba si è consegnato alla Polizia di Stato, ammettendo le proprie responsabilità davanti agli investigatori.

Secondo le prime ricostruzioni, i due fratelli vivevano insieme nel rione Conocal, complesso di case popolari costruite dopo il terremoto del 1980, noto per degrado e presenza di attività criminali legate alla camorra. La convivenza era segnata da frequenti liti. La sera dell’omicidio, la discussione è degenerata: Ylenia è stata colpita con pugni e schiaffi al volto, poi con una coltellata alla schiena che le è stata fatale. Dopo l’aggressione, Giuseppe Musella avrebbe accompagnato Ylenia in auto al pronto soccorso di Villa Betania, lasciandola nelle mani dei medici e poi allontanandosi. Nonostante i tentativi di soccorso, la giovane non ce l’ha fatta.

Femminicidio Napoli: il profilo di Giuseppe Musella

Musella proviene da un contesto familiare difficile: la madre e il patrigno sono detenuti in carcere. È considerato un personaggio di spicco del clan Casella-Circone, attivo nel controllo delle attività illecite nella zona orientale di Napoli. In passato coltivava il sogno di diventare calciatore professionista. I rapporti tra i fratelli erano spesso tesi. Ylenia, molto attiva sui social, non aveva mai sporto denunce per minacce o stalking. La mancanza di sospetti esterni ha indirizzato le indagini verso la cerchia familiare, fino alla confessione di Giuseppe Musella.

La comunità sotto choc

Il rione Conocal resta sotto choc per un delitto maturato all’interno delle mura domestiche, in un contesto già segnato da degrado e criminalità. La magistratura sta valutando la posizione dell’uomo, mentre il quartiere cerca di fare i conti con una tragedia che ha spezzato una famiglia e scuote l’intera comunità.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA