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Dopo la rapina alla banca Crédit Agricole a Napoli è caccia ai banditi che sono fuggiti dalle fogne con il bottino di decine di cassette di sicurezza.


NAPOLI – È scattata una massiccia caccia all’uomo in tutta la città per rintracciare i componenti del commando che ieri, 16 aprile 2026, ha seminato il panico nel cuore del quartiere Vomero a Napoli. Un manipolo di banditi, almeno tre, ha assaltato la filiale della Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, mettendo a segno un colpo cinematografico conclusosi con una fuga nel sottosuolo. I rapinatori hanno fatto irruzione nei locali della banca con i volti travisati da maschere che, secondo alcune testimonianze dei presenti, richiamavano i lineamenti di noti attori cinematografici. Momenti di vero terrore sono stati vissuti all’interno della filiale: 25 persone, tra dipendenti e clienti che si trovavano nell’istituto al momento dell’assalto, sono state tenute in ostaggio per l’intera durata dell’operazione criminale.

DOPO LA RAPINA IN BANCA, LA FUGA NELLE FOGNE DI NAPOLI E IL BOTTINO INGESTIBILE

Mentre una parte del commando teneva sotto scacco i presenti, i complici si sono concentrati sul caveau. Con perizia tecnica, sono riusciti a scassinare e svuotare decine di cassette di sicurezza. Una volta terminata la razzia, i banditi sono svaniti nel nulla, utilizzando un condotto sotterraneo collegato alla rete fognaria. Il valore del bottino è ancora da quantificare, ma si preannuncia ingente. Gioielli, contanti e documenti preziosi il cui contenuto è noto solo ai legittimi possessori.

RABBIA E ANSIA TRA I CLIENTI

Già dalla serata di ieri, la tensione si è spostata all’esterno della banca. Diverse centinaia di clienti si sono radunate davanti all’istituto di credito di piazza Medaglie d’Oro, chiedendo con forza notizie sul destino dei propri risparmi e dei beni custoditi nelle cassette violate. Molti temono che i sacrifici di una vita siano spariti nel sottosuolo di Napoli.

Gli inquirenti stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza e hanno avviato rilievi tecnici all’interno del tunnel utilizzato per la fuga. La Polizia Scientifica è al lavoro per isolare eventuali tracce biologiche o impronte lasciate dai rapinatori durante le fasi del sequestro. Il sospetto è che il gruppo abbia studiato per settimane la planimetria del sistema fognario della zona prima di entrare in azione.

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