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Capri Hollywood premia il cinema che osa: trionfano Del Toro, Anderson, DiCaprio e Panahi. L’Italia risponde con Genovese, Martone e Rosi. Il riconoscimento di miglior serie tv dell’anno va a “Sandokan”.


CAPRI – L’Isola azzurra si accende di cinema e visioni, e lo fa nel modo più spettacolare possibile. Alla 30ª edizione di Capri Hollywood, il grande schermo diventa mappa del nostro tempo: autoriale ma popolare, politico e immaginifico, intimo e monumentale. Il Board degli Artisti 2025, presieduto dall’attore anglo-italiano Vincent Riotta, ha annunciato un palmarès che è insieme dichiarazione d’amore al cinema globale e manifesto culturale.

Capri Hollywood: la 30ª edizione celebra i protagonisti dell’anno

A dominare la scena è Guillermo del Toro, che con Frankenstein (Netflix) conquista il Capri Award – Film dell’Anno. Non solo un premio, ma una consacrazione. «Un film potente e immaginifico, capace di dimostrare come il cinema possa essere allo stesso tempo popolare e profondamente autoriale», ha dichiarato Riotta. Un giudizio che trova riscontro in una pioggia di riconoscimenti tecnici e artistici: Capri Visionary 2025, costumi, scenografia, trucco e parrucco. Un Frankenstein che non resuscita solo un mito, ma l’idea stessa di cinema come atto creativo totale.

Nuove rivelazioni e conferme: da Teyana Taylor a Leonardo DiCaprio e Adam Sandler

Il Capri Award – Regista dell’Anno va a Paul Thomas Anderson per “Una battaglia dopo l’altra”, film che si impone anche grazie a un Leonardo DiCaprio magnetico, premiato come Miglior Attore. È il segno di un sodalizio artistico che accende lo schermo e cattura lo sguardo. Accanto a loro, brilla la rivelazione della stagione: Teyana Taylor, Miglior Attrice Non Protagonista, mentre il premio per il Miglior Cast va a Jay Kelly di Noah Baumbach, con Adam Sandler sorprendente e premiato come Miglior Attore Non Protagonista. Tra le attrici, riconoscimento a Emma Stone per Bugonia di Yorgos Lanthimos, ulteriore tassello di un cinema che osa e divide, ma non lascia indifferenti.

Sul fronte internazionale, Capri parla una lingua chiara e coraggiosa: il Miglior Film Internazionale dell’Anno è “Un semplice incidente” di Jafar Panahi, candidato all’Oscar dalla Francia e vincitore anche del premio per la Miglior Sceneggiatura. Un’opera essenziale e tagliente, che riafferma il cinema come strumento di verità e resistenza.

La Miglior Sceneggiatura Non Originale è “Train Dreams”, firmata da Clint Bentley e Greg Kwedar, che si aggiudica anche il premio per la Miglior Fotografia. L’animazione trova il suo spazio con “KPop Demon Hunters”, Film d’Animazione dell’Anno, premiato anche per la Miglior Canzone Originale, Golden. Il Documentario dell’Anno è “The Perfect Neighbor”, mentre Kathryn Bigelow con “A House of Dynamite” conquista i premi per Montaggio e Suono, confermando la sua potenza registica anche nell’ultimo lavoro.

Il cinema italiano risponde: Genovese, Martone e Rosi protagonisti

E l’Italia? Non resta a guardare. Anzi, rilancia. Il Film Italiano dell’Anno è “Follemente” di Paolo Genovese, la Miglior Regia va a Mario Martone per “Fuori”, mentre il Miglior Documentario è “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi, sguardo lucido e poetico sul reale.

“Sandokan”: Premio miglior serie tv

La serialità di qualità viene celebrata con “Sandokan“, Miglior Serie TV, produzione Lux Vide – Rai Fiction con il sostegno della Calabria Film Commission. È il simbolo di un racconto popolare che dialoga con la grande tradizione. Non è un remake. Non è un omaggio reverenziale. Non è nostalgia confezionata per il pubblico di ieri.

Sandokan strappa l’icona dalla polvere del mito e la proietta nel nostro presente, dove l’eroismo è un atto di coraggio reale. Qui, il vero trionfo non coincide con la vittoria: è restare fedeli a sé stessi quando tutto intorno spinge al compromesso e al tradimento. In un’epoca affamata di eroi vincenti e rassicuranti, la serie osa l’audacia più rara: raccontare un protagonista che dubita, cade e paga. Un eroe vulnerabile, umano, senza filtri, che mette a nudo il prezzo della libertà. Non glorifica la conquista, non celebra il successo: ne mostra il conto, sanguinante e inevitabile. La serie ci ricorda che il vero eroismo non si misura da ciò che si ottiene, ma da ciò che si sceglie di difendere, anche quando tutto sembra perduto.

Qualche giorno fa, Alessandro Preziosi, interprete di Yanez nella serie, è stato insignito del titolo “Attore dell’anno” mentre Alanah Bloor, nel ruolo di Marianna, ha ricevuto il premio “Rivelazione dell’anno”.

Capri guarda al futuro

Capri, ancora una volta, non si limita a premiare: sceglie, prende posizione, indica una rotta. Tra mostri reinventati, battaglie interiori, cinema politico e storie italiane che sanno parlare al mondo, il festival celebra un’idea precisa: il cinema è vivo, necessario, travolgente. E a Capri, quest’anno più che mai, si è visto in tutta la sua potenza.

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