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Un ragazzo scatta un selfie davanti a un murale dedicato a John Lennon

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“Ho appena sparato a John Lennon”. Poche parole, che segnarono la fine di un’epoca. Sono quelle che pronunciò Mark David Chapman nel lontano 8 dicembre 1980, poco dopo avere ucciso una delle leggende della musica mondiale. Sono passati 40 anni da quel triste giorno in cui l’ex Beatles, appena 40enne, morì fuori dalla sua abitazione di New York, all’interno del Dakota Building, a due passi da Central Park. Insieme a lui, la compagna Yoko Ono che assistette all’omicidio.

Chapman si avvicinò a Lennon, estrasse una pistola e gli sparò alla schiena: cinque colpi, di cui solo quattro andarono a segno. Quello che trapassò l’aorta fu fatale. “Attraverso le lenti della malattia – spiegò in seguito l’assassino dell’artista a chi gli chiedeva il perché dell’omicidio di Lennon – mi sembrò l’unico modo per liberarmi dalla depressione cosmica che mi avvolgeva. Ero un nulla totale e il mio unico modo per diventare qualcuno era uccidere l’uomo più famoso del mondo, Lennon”.

Solo un mese prima era uscito l’ultimo album dell’ex Beatles, “Double Fantasy”, che proprio a casa della sua morte schizzò in vetta alle classifiche sia negli Stati Uniti che in Inghilterra, e riportò ai primi posti delle vendite anche alcuni suoi dischi precedenti. La morte di Lennon, che fu membro dei Beatles dal 1962 al 1970 (insieme a Paul McCartney scrisse alcuni dei loro maggiori successi, come “Please please m”‘, “She loves you”, “I want to hold your hand”, “We can work it out”), scosse profondamente tutto il mondo della musica: nel 1981, i Roxy Music gli hanno dedicato, con successo, una versione di 2Jealous Guy”, mentre gli ex colleghi Beatles George Harrison, Paul McCartney e Ringo Starr lo hanno ricordato, rispettivamente, con “All those years ago” (1981), “Here today” (1982) e una cover di “I call your name2, nel 1990, a dieci anni esatti dalla sua morte.

Il cantante Elton John fu particolarmente turbato dalla morte di Lennon: i due erano molto amici ed Elton era il padrino di suo figlio Sean, avuto dalla seconda moglie Yoko Ono (la prima moglie era Cynthia Powell, madre di Julian, il suo primogenito). Anche i Queen lo ricordarono: scrissero in suo onore il brano “Life is real (song for Lennon)”, contenuta nell’album “Hot Space” del 1982. In Italia, l’artista di Liverpool fu ricordato dai Pooh, che gli dedicarono il brano ‘Chi fermerà la musica’ nel 1981. Dopo un incontro con Yoko Ono, pubblicarono un singolo con la cover di “Happy Xmas (War is over)”: il brano originale era stato scritto da Lennon e Ono nel 1971.

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