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L'ad Fabrizio Salini

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In quante occasioni avete sentito dire “via i partiti dalla Rai”? Tante di quelle volte che ormai neanche le contiamo più. Buoni propositi come le false promesse di quei bambini che promettono di non fare più i capricci o di non mettere più il dito nel vasetto della Nutella. E la volta dopo ci ricascano.

Così come fa la governance dell’azienda di Viale Mazzini in ogni occasione che c’è da fare un giro di valzer di direttori. I partiti non usciranno mai dalla Rai: bisogna farsene una ragione. Anzi, la tv di Stato diventa terreno di conquista per lottizzare poltrone.

Il Tg1 e la rete ammiraglia sono da sempre governativi e istituzionali. Tg2, Rai2, Tg3 e Rai3 vengono concesse e ripartite tra le opposizioni, a seconda se la minoranza appartiene alla destra o alla sinistra. Poco importa se sei un bravo direttore. Davanti alla spartizione politica non hai scampo.

L’Ad Fabrizio Salini – scelto da Luigi Di Maio dopo il successo alle ultime politiche – ha formalizzato al cda le proposte per le nuove nomine dei direttori di rete (per il momento l’informazione e i tiggì sono in stand-by e quindi l’hanno scampata). Nomine che dopo il cambio di governo non erano ancora state fatte.

Per Rai1 è stato indicato l’attuale direttore della terza rete, Stefano Coletta, stimato e apprezzato dal Pd, che oltre alla rete ammiraglia è stato scelto anche come responsabile dell’Intrattenimento in prima serata. Se il cda otterrà la maggioranza dei voti Coletta sostituirà il precedente direttore, Teresa De Santis, ex vice al tempo di Fabrizio Del Noce e stimata dalla Lega. Poco importa se gli ascolti di Rai1 stanno andando benissimo in prima serata (dal 15 settembre a oggi più di 100 successi contro il competitor Canale 5 che in questa stagione ha strappato alla Rai la Champions League), molto bene al mattino, mentre al pomeriggio contro la corazzata di Beautiful, De Filippi e d’Urso c’è poco da fare. Ma nel preserale e all’ora di cena L’Eredità e I Soliti Ignoti superano regolarmente Scotti o Bonolis e Striscia la Notizia, riportando alla vittoria la rete ammiraglia di Viale Mazzini.

Per Rai2 e la direzione Cinema-serie Tv è stato indicato Ludovico Di Meo, ex vicedirettore di Rai1, e apprezzato da Fratelli d’Italia.

Per Rai3 e Cultura Silvia Calandrelli, vicina al Pd.

Gli altri incarichi riguardano Franco Di Mare all’Intrattenimento del day time, Angelo Teodoli al Coordinamento generi, Duilio Giammaria ai Documentari, Eleonora Andreatta confermata alla direzione Fiction, Luca Milano alla direzione Ragazzi.

Ora toccherà al cda di Viale Mazzini esprimersi.

Il voto è spacchettato, non corale sul pacchetto. Si vota per ogni singola proposta. Al voto andranno il presidente Marcello Foa (voluto dalla Lega), l’Ad Salini (Di Maio) e i consiglieri Beatrice Coletti, Rita Borioni, Igor De Biasio, Giampaolo Rossi, indicati e scelti rispettivamente da Cinque Stelle, Pd, Lega e Fratelli d’Italia. L’ultimo dei votanti è il consigliere Riccardo Laganà che rappresenta i lavoratori Rai.

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