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I vicepremier Di Maio e Salvini

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Ho chiesto a Fabrizio Galimberti di scrivere una lettera al Governo (LEGGI IL TESTO) perché con loro a ballare sul Titanic ci siamo anche noi. I due vicepremier belligeranti (Di Maio e Salvini) fanno finta di non accorgersi che il loro vociare da orbi, in bilico sul filo della crisi finanziaria, rischia di bucare anche tutte le orecchie dei mercati che si tengono prudentemente a distanza.

Per raccattare qualche voto in più si mette in scena ogni giorno che Dio manda in terra uno spettacolo (“Lite delle comari”) per coprire mediaticamente il vuoto dell’economia e i “traffici” sotto banco che tolgono ai poveri e danno ai ricchi.

Il Nord continua a saccheggiare il bilancio pubblico a spese del Mezzogiorno (l’ultimo tesoretto sono i 10 e passa miliardi di euro cash “regalati” ai Comuni delle regioni ricche) e a svendere innovazione alle multinazionali estere (leggere per credere Troise e Marini alle pagine III e V).

LEGGI L’INCHIESTA SULLO “SCIPPO” AL SUD
IN RIFERIMENTO ALLA SPESA PUBBLICA PER IL MEZZOGIORNO

Il Mezzogiorno produce il primato mondiale dell’intelligenza artificiale tra le colline di Arcavacata, alle porte di Cosenza, ma resta all’asciutto di tutto: dagli asili nido ai treni, è semplicemente rimosso, e così si condanna da anni l’intero Paese alla progressiva marginalità.

Questa, non altre, è la realtà. Nutriamo la speranza che almeno il premier Conte e il ministro dell’Economia Tria leggano la nostra lettera, coprano il vociare belligerante con l’apertura dei cantieri, a partire dal Sud, e facciano saltare il cappio della spesa storica per tornare a dare ai bambini di Reggio Calabria gli stessi diritti di cittadinanza di quelli di Monza. Si usi la “macchina amministrativa” del Tesoro per sbloccare le opere e mettere in cascina un pezzetto di crescita, ancorché minuscolo. Prima che sia troppo tardi. Prima di inabissarci tutti come il transatlantico della marina inglese.


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