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Edi Rama

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I media italiani, assai ignoranti di esteri, si sdilinquiscono per la “bontà” del leader albanese Edi Rama che spedisce qui 30 tra medici e infermieri. Si tratta di un affare politico ed economico non di bontà.

La popolazione albanese in Italia è di circa 500mila persone, un quinto di tutta la popolazione albanese (2,8 milioni), che genera rimesse fondamentali per l’economia di Tirana. Una popolazione da tenere sotto controllo perché abituata a rientri frequenti e che costituisce forse un terzo del Pil albanese. Rama non è buono, è furbo e sveglio. Faceva il traduttore per i giornalisti negli anni’90 durante la rivolta contro Berisha, lo conosciamo bene.

Rama ama molto più gli Stati Uniti e la Turchia di Erdogan dell’Italia ma è grato a Roma per due cose: 1) L’Italia ha appoggiato il negoziato per l’adesione di Albania e Macedonia all’Unione europea che ha avuto il via libera da Bruxelles proprio adesso, il 27 marzo 2) Rama è grato all’Italia per gli aiuti di ogni genere che riceve, anche nel campo della sicurezza e del narcotraffico, e soprattutto perché gli albanesi in Italia sono dei pilastri della sua economia.

Edi Rama ama talmente l’Italia che stava per accettare di buttare giù il palazzo del Parlamento di Tirana, edificato dagli italiani, e costruirne un altro con i soldi di Erdogan, che già finanzia a man bassa scuole e moschee. È stato D’Alema a convincerlo a soprassedere.

La maggior parte dei redditi delle famiglie albanesi non dipende da attività svolte nel paese, bensì dalle rimesse degli immigrati. In mancanza di questi versamenti dall’estero, è stato calcolato che circa il 40% delle famiglie albanesi vivrebbe sotto il limite di povertà, soprattutto se si tiene presente che le rimesse costituiscono in Albania almeno il 20% del Pil calcolato per difetto perché gran parte delle entrate evade ogni censimento economico e fiscale.

Certamente dietro ai legami Albania-Italia ci sono legami storici e culturali quasi millenari ma anche vicende più recenti.

Il 7 marzo del 1991 l’Italia scoprì di essere considerata “Lamerica” del popolo albanese. In Albania stava crollando il regime comunista di Enver Hoxha, che aveva relegato il Paese all’isolamento e alla povertà. Spinti dalla promessa di benessere dei canali televisivi italiani, che si ricevevano anche dall’altra sponda dell’Adriatico, furono in 25mila a tentare la traversata. Partirono soprattutto dalle campagne, dove viveva il 70% della popolazione, utilizzando navi mercantili e imbarcazioni di fortuna che raggiungevano il porto di Brindisi, cariche di uomini, donne e bambini affamati. La città, che non era preparata ad accogliere una folla di questo tipo, si ritrovò in piena emergenza umanitaria. Il sesto governo Andreotti tentennò per cinque giorni prima di intervenire decidendo di aiutare i boat people: alcuni vennero trasferiti in Sicilia, altri in Basilicata, altri ancora in abitazioni private e centri sociali pugliesi.

Quello fu l’inizio. A distanza di quasi trent’anni da quello che allora diversi giornali definirono un “assalto” o una “invasione”, gli albanesi sembrano scomparsi dalle cronache nazionali.

Oggi, secondo i dati del ministero del Lavoro, i cittadini di origine albanese regolarmente soggiornanti in Italia sono 430mila. Con il 12% del totale rappresentano _ dopo quello marocchino _ il gruppo più numeroso dei cittadini non comunitari che vivono nel Paese, la maggior parte tra Lombardia, Emilia e Toscana. La maggior parte della manodopera albanese si concentra nel settore industriale (47%), nel settore agricolo e nell’edilizia mentre il dato dei titolari di imprese individuali di origine albanese supera l’8 per cento.

Insomma gli albanesi danno un contributo al Pil e al fisco interessante: sono molto più “buoni” del loro presidente Edi Rama che si appoggia su di loro.

Gli albanesi non sono qui per sempre. La maggior parte degli studiosi sono concordi nel confermare che maggiore è il capitale accumulato durante gli anni di permanenza degli albanesi in Italia e più alte sono le probabilità di un loro futuro ritorno in patria.

Intanto, solo nel corso del 2017, secondo i dati di Bankitalia, la comunità albanese ha inviato nel Paese di origine rimesse per un valore di 128 milioni di euro, che sono in realtà molti di più perché la gran parte dei soldi sfugge a ogni controllo.

Ecco perché Edi Rama manda qui un po’ di medici e infermieri: è il minimo che possa fare per mostrarsi benevolo con un Paese che ospita 500mila persone fondamentali per la sua economia e che sono anche, ovviamente, un bacino elettorale. Questa è la storia, il resto è retorica.


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