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Vladimir Putin

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«Vladimir Putin ha confermato che la Russia è aperta a riprendere il dialogo». Il Cremlino ha dato così conto di un nuovo colloquio a tre fra il leader di Mosca, Emmanuel Macron e Olaf Scholz.

Un confronto, come sempre, schietto, durante il quale, però, Putin si è detto disponibile a scongelare i negoziati con Kiev. I quali, secondo Macron e Scholz, dovranno essere tuttavia «seri e diretti», ovvero condotti ai massimi livelli, tra il presidente russo e Volodymyr Zelensky. Parigi e Berlino continuano a chiedere a Mosca il «cessate il fuoco e il ritiro immediato delle truppe» dalle regioni invase, ma anche di «liberare i circa 2.500 combattenti dell’acciaieria di Azovstal» che rischiano un processo in stile Norimberga.

Putin ha replicato affermando che la Russia sta «lavorando per ristabilire una vita pacifica a Mariupol e nelle altre zone liberate del Donbass». Ma ha anche avvertito che «la fornitura di armi all’Ucraina da parte dell’Occidente rischia di destabilizzare la situazione e di aggravare la crisi umanitaria».

Nel contempo, però, Putin continua a mostrare i muscoli alla Nato. Ieri le forze armate russe hanno annunciato di aver compiuto con successo un nuovo test del missile da crociera ipersonico Zircon. Il razzo è stato lanciato dalla fregata Ammiraglio Gorchkov dal mare di Barents verso un bersaglio nel mar Bianco, entrambi nell’Artico ma a un migliaio di chilometri di distanza.

Nel Donbass, intanto, la battaglia infuria con Mosca che – come ha spiegato il premier britannico, Boris Johnson – fa progressi lenti ma costanti. La regione di Kherson è ormai quasi completamente occupata dai russi che ieri l’hanno tagliata fuori dal resto dell’Ucraina chiudendone i confini. Stando a quanto dichiarato dal sindaco Alexander Senkevich, poi, gli occupanti avrebbero bombardato nuovamente Mykolaiv e ci sarebbero vittime fra i civili.

L’Unione europea, nel frattempo, sta valutando la possibilità di lanciare una missione navale per scortare il passaggio delle navi di grano dall’Ucraina attraverso il Mar Nero. Il tutto mentre in Italia prosegue il dibattito sulla possibile missione di Matteo Salvini a Mosca.

«Se dovessi vedere Putin – ha detto il leader della Lega durante un comizio a Lodi – gli chiederei innanzitutto il cessate il fuoco. Incontrerei anche Zelensky. Andrei volentieri a Kiev». Ma per il ministro Luigi Di Maio «se si parla con Putin, ci parla Draghi. Consiglio molta prudenza. Andare a Mosca è una cosa complicata. Ognuno di noi quando fa un’azione del genere rappresenta il Paese».


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