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La sfilata dei premiati alla Festa del Cinema di Roma

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Si è conclusa ieri la lunga e densa diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma cominciata il 13 ottobre scorso all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Tante le novità di quest’anno prima fra tutte il ritorno di un concorso che ha visto trionfare Janvaris (January) di Viesturs Kairišs, film lettone, già vincitore al Tribeca Film Festival, ambientato nel 1991 e alimentato da una grande passione per il cinema e dal forte legame con la tragica attualità dell’invasione Russa in Ucraina. January ha vinto il premio come Miglior film, Miglior regia e Miglior attore – Premio “Vittorio Gassman” a Karlis Arnolds Avots.

Una giuria presieduta da Carlo Verdone ha assegnato il riconoscimento alla Miglior commedia – Premio “Ugo Tognazzi” a What’s Love Got To Do With It?, film britannico del regista indiano Shekhar Kapur con Lily James ed Emma Thompson, commedia romantica sull’amore e sul matrimonio vissuto tra persone di culture diverse. È poi Causeway, esordio alla regia di Lila Neugebauer con Jennifer Lawrence nei panni di una soldatessa gravata da profondi traumi psicologici e fisici, a vincere il premio alla Migliore Opera Prima Bnl Bnp Paribas.

Niente premi per i due italiani in concorso, La cura di Francesco Patierno con Francesco di Leva e Alessandro Preziosi, ambientato in una Napoli in pieno lockdown, e I morti rimangono con la bocca aperta di Fabrizio Ferraro che vede protagonisti quattro partigiani in fuga sull’Appennino nel 1944. Di particolare pregio erano anche Raymond & Ray di Rodrigo García, in cui Ethan Hawke e Ewan McGregor interpretano due fratelli alle prese con il funerale di un padre poco amato, e Houria della regista franco algerina Mounia Meddour, metafora dell’attuale situazione dell’Algeria dal punto di vista di una giovane ballerina. Nel complesso questa Festa del Cinema è stata ricca di titoli, sezioni, temi e proposte, che dal cinema hanno spaziato nelle aree più disparate dell’arte in generale.

Ottimi i numeri di questa edizione, che, secondo l’organizzazione, ha visto un aumento rispetto all’anno precedente del 24% dei biglietti emessi e del 34% degli accrediti all’intero evento e che ha portato l’esordio di Paola Malanga come direttrice artistica, la quale ha dichiarato: «La scommessa era questa: Roma è una grande città in cui, con il concorso, abbiamo voluto riportare il sapore del festival senza perdere la memoria e l’eredità della festa».

Cominciata con Il colibrì di Francesca Archibugi, film tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, che vede ora in sala Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Bérénice Bejo e Laura Morante, questa Festa del Cinema ha visto il suo apice nella proiezione – per pochi fortunati- dell’apprezzatissima nuova opera di Steven Spielberg, The Fabelmans, autobiografia del regista basata sulla sua infanzia nell’Arizona del dopoguerra, tra aspirazioni e passione per il cinema. Di grande richiamo per il pubblico sono state anche le masterclass con registi come Luc Besson, Stephen Frears, Mario Martone, Paolo Virzì e il Premio alla carriera James Ivory.

Ampio spazio alla musica, al teatro, alla letteratura e alle arti visive è stato dedicato nella nuova sezione Freestyle in cui sono stati proiettati film come Nino Migliori. Viaggio intorno alla mia stanza di Elisabetta Sgarbi, Daniel Pennac: Ho visto Maradona! di Ximo Solano, Dario Fo: L’ultimo Mistero buffo di Gianluca Rame, Jazz Set di Steve Della Casa e Caterina Taricano, Souvenir d’Italie di Giorgio Verdelli e Jane Campion, la femme cinéma di Julie Bertuccelli.

Mentre la sezione Grand Public ha tenuto vivo lo spirito più aperto al grande pubblico della Festa con titoli quali Il principe di Roma di Edoardo Falcone con Marco Giallini, Astolfo di e con Gianni Di Gregorio e Stefania Sandrelli, L’ombra di Caravaggio di Michele Placido con Riccardo Scamarcio, Louis Garrel, Isabelle Huppert e Micaela Ramazzotti, La stranezza di Roberto Andò con Toni Servillo, Salvo Ficarra e Valentino Picone, The Menu di Mark Mylod con Ralph Fiennes e Anya Taylor-Joy, Amsterdam di David O. Russell con Christian Bale, Margot Robbie, Robert De Niro, John David Washington, Anya Taylor- Joy e Chris Rock e moltissimi altri dal genere più vario.

Anche grandi film dai più importanti festival internazionali del cinema come Cannes, Berlino e Venezia sono giunti alla Festa del Cinema, fra cui spicca il vincitore della Palma d’oro di quest’anno, il bizzarro e non privo di contenuto Triangle of Sadness dello svedese Ruben Östlund. Ha chiuso la Festa del Cinema, infine, ieri con grande clamore di pubblico la presentazione dell’attesa quarta stagione della serie Boris.


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