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Una prova concorsuale

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Il popolo tutto ha trattenuto il respiro in attesa di uno degli appuntamenti diventati ormai imperdibili: la conferenza stampa del Governo. Il presidente Mario Draghi ha parlato agli italiani lo scorso 8 aprile, all’indomani delle ennesime problematiche emerse in merito al vaccino AstraZeneca. La attuali direttive, seguendo la strada europea o, almeno, quella di Germania, Francia e Spagna, prevedono la vaccinazione col “vaccino più discusso al mondo” solo per gli over 60.

Infatti, nonostante l’Ema non si sia espressa nel senso di una sospensione per alcune fasce d’età, molti Paesi Ue hanno già provveduto a definire delle strategie precauzionali che, al contempo, non rallentassero troppo ed indebitamente la campagna vaccinale tutta.

Sempre nella medesima conferenza stampa, Draghi non ha avuto remore a definire Erdogan “dittatore”, anche a seguito di quanto accaduto ad Ursula von der Leyen ad Ankara.

Un’affermazione forte che ha già scatenato non poche polemiche ma anche il plauso di diversi sostenitori tra cui il presidente del gruppo del Ppe Manfred Weber, il quale ha esplicitato il proprio sostegno a Draghi in una dichiarazione inviata ai media italiani.

Si potrebbe dire che, tutto sommato, il Presidente Draghi abbia centrato nel segno con buona parte della sua conferenza stampa; buona parte, però, non significa “tutta”.

Sebbene, infatti, il pubblico rimprovero ai furbetti salta-fila del vaccino non possa che essere sentito e condiviso, molti – e, soprattutto, gli addetti ai lavori – non hanno propriamente apprezzato il riferimento agli psicologi “di 35 anni” che, a dire del Presidente, avrebbero saltato la fila in una sorta di indebito ampliamento delle “platee di operatori sanitari”.

Ed infatti, che gli psicologi rientrino a pieno titolo nelle professioni sanitarie, senza alcuna discrezionalità in merito, è previsto dalla L. n. 3 del 2018, la quale ha definito il generale riordino delle professioni sanitarie. David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, non solo ha espresso un sentimento di offesa ed umiliazione generale a nome di tutti gli psicologi, ma ha anche letto una contraddizione nelle parole di Draghi nella misura in cui è proprio il Decreto Legge n. 44 dell’1 aprile – la cui paternità è dell’attuale Governo- a disporre la vaccinazione obbligatoria per tutti gli esercenti le professioni sanitarie come requisito per l’esercizio stesso della professione. Quindi, anche per gli psicologi.

E proprio in merito all’ultimo Decreto Legge, in molti hanno notato un grande assente nella conferenza: lo sblocco dei concorsi pubblici e la riforma degli stessi tramite l’eliminazione della prova preselettiva, sostituita con valutazione di titoli ed esami ma, soprattutto, delle pregresse esperienze lavorative.

Un cambio di rotta che, seppur temporaneo nell’attesa di conversione, ha fatto storcere il naso a qualcuno ed ha indignato molti.

Ed infatti, sebbene venga da più parti definito come una “vittoria per i giovani”, in tanti non hanno potuto non notare come, in realtà, il rischio di una riforma in tal senso sia quello di bloccare l’accesso alla PA proprio per i giovani che, non essendo in possesso di una pregressa esperienza lavorativa nel settore, rischiano di non poter concorrere, favorendo invece, di contro, una progressiva stabilizzazione del personale “precario” e di consulenza nella Pubblica Amministrazione.

Parrebbe esserci sul tavolo già un’interrogazione parlamentare in merito. Insomma, una conferenza stampa decisamente molto discussa, che ha diviso notevolmente l’opinione pubblica e che ha tenuto il popolo incollato alla poltrona.

E questa volta ce n’era una pure per la Presidente Ursula von der Leyen.


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