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Ricevendo trasferimenti statali inferiori rispetto ai loro colleghi del Nord, i sindaci del Mezzogiorno devono ingegnarsi per rilanciare le loro città e fornire ai cittadini servizi sempre più efficienti: dal rifacimento delle strade al restyling delle scuole e asili, passando per il potenziamento del trasporto pubblico e l’aumento di giardini e parchi.

Come ridurre il gap, nonostante il continuo “scippo” legato al meccanismo della spesa storica? La manna dal cielo è rappresentata dai fondi comunitari, e i sindaci del Mezzogiormo – pur essendo costretti a fronteggiare molti problemi legati alla carenza di personale negli uffici tecnici – sono diventati dei “campioni” nella spesa dei soldi che arrivano dall’Europa per la riqualificazione delle periferie, per le scuole e le infrastrutture.

DATI CERTIFICATI DALLA CORTE DEI CONTI

La conferma arriva dai dati che la Corte dei conti ha elaborato durante la valutazione dell’aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019: la spesa per investimenti dei Comuni del Mezzogiorno è aumentata del 9,7% da luglio 2018 a luglio 2019, mentre è calata nel Centro Italia (-30,9%) ed è lievitata in maniera più contenuta al Nord (6,9%).

È la dimostrazione che quando i soldi arrivano, il Mezzogiorno sa come spenderli e bene, come ha ampiamente dimostrato, ad esempio, Bari, città importante del Sud che negli ultimi dieci anni è sicuramente cresciuta a vista d’occhio per quanto riguarda qualità della vita e offerta di servizi.
«I Comuni – evidenziano i magistrati contabili – nel loro complesso hanno realizzato, a tutto il mese di luglio, spesa in conto capitale per 5.440 milioni rispetto ai 4.694 milioni del 2018 (+16 per cento); in crescita, dal 9 al 10 per cento, anche il peso rispetto alla spesa totale».

«Guardando esclusivamente al capitolo della spesa per investimenti, la crescita complessiva è anche superiore al 16 per cento registrato dalla spesa in conto capitale complessiva, soprattutto nei Comuni delle aree del Sud».

DOVE CRESCE LA SPESA

Cresce, in particolare, la spesa per “beni immateriali” (+40,7%), concentrata soprattutto nell’acquisto di software. Ma aumentano anche gli investimenti per i “beni materiali” (+5,4%).

«Tra le voci economiche più rilevanti in termini di peso finanziario si segnalano le infrastrutture stradali la cui spesa arriva a superare il miliardo, in crescita del 48 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018», si legge nel documento.

Aumentano poi le spese relative agli immobili in genere, per quelli scolastici e per gli impianti sportivi; così come sono in aumento le spese che riguardano i mezzi di trasporto a uso civile di sicurezza e ordine pubblico, nonché le opere di sistemazione del suolo.

IL MITO SFATATO

Sfatata, quindi, la falsa rappresentazione di un Sud sprecone che non sa spendere e investire i fondi a disposizione: quando i soldi ci sono il Mezzogiorno progetta, crea, cresce.

Chiedetelo ad Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, che grazie ai fondi comunitari – in poco più di cinque anni – ha trasformato la città, rendendola più accogliente, più efficiente nei servizi, con più parchi e piste ciclabili, in una parola più europea.
Ha rifatto strade e giardini, creato percorsi ciclabili e pedonali, park and ride per eliminare le auto dal centro: non per una pura casualità Bari è la città italiana che spende più fondi europei.
Più di Milano, Venezia, Verona, Torino, Genoa o Firenze: da sola ha speso quasi un terzo dell’intera spesa italiana.
IL MODELLO
BARI
Dalla classifica del Sole 24 Ore, emerge che Bari è la città che ha gestito la somma più alta anche rispetto a città virtuose come Milano e Firenze (12,4 milioni di euro contro più di 5 milioni) e che da sola ha speso oltre il 30% della spesa italiana, quasi 40 euro per abitante.
Ha utilizzato tutti i fondi Pon Metro che la Commissione Ue affida alle amministrazioni per la programmazione legata a servizi sociali, e-goverment, mobilità sostenibile e partecipazione e che, nei casi in cui non siano utilizzati, vengono tolti. Grazie a quei soldi, la giunta Decaro, ad esempio, ha potuto acquistare 65 nuovi autobus che sono già in circolazione; è stata attivata una misura come Urbis, il bando dedicato alla creazione di nuove imprese sociali; ma, soprattutto, è stato siglato il “Patto con i Municipi” che comprende 70 progetti dedicati allo spazio pubblico urbano (nuove piazze, nuovi giardini, nuove strade, nuove scuole in tutti i rioni).


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