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Non deve illudere il traguardo di ieri delle 2milioni e mezzo di persone che hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino in Italia. La campagna vaccinale procede ancora a ritmo contenuto, e in alcune Regioni a regnare sono caos prenotazioni e saturazione dei posti letto negli ospedali.

TOSCANA (IN)FELIX

Uno degli ostacoli riguarda l’immunizzazione degli over80, proprio la categoria per età più vulnerabile al virus. La Regione che fino a ieri pomeriggio figurava in fondo alla classifica della percentuale di ultraottantenni vaccinati è la Toscana. Su 618mila dosi consegnate, soltanto 57.716 erano state somministrate a questa fascia di popolazione, vale a dire un misero 9,3%. Un dato oltremodo desolante se confrontato con quello del confinante Lazio, dove il 27,6% degli over 80 ha ricevuto il vaccino.

«I dati ed i numeri parlano chiaro per la Toscana: siamo davanti ad un fallimento totale», ha tuonato il vicepresidente di Forza Italia alla Camera, il fiorentino Stefano Mugnai. Non sono solo le opposizioni a insorgere, ma anche il centrosinistra a nutrire perplessità; tanto è vero – riferisce La Nazione – che il Pd ha chiesto all’assessore Simone Bezzini la disponibilità a fare una verifica in commissione Sanità sull’andamento del piano vaccinale. Tutto ciò avviene nel pieno della polemica per il vaccino al giornalista Andrea Scanzi, certo non un over 80, il quale ha ricevuto la dose ad Arezzo rientrando tra i cosiddetti “riservisti”, ossia i chiamati all’ultimo momento per ricevere dosi avanzate e altrimenti destinate ad essere sprecate.

VENETO: CAOS PRENOTAZIONI

Popolazione anziana che avrebbe bisogno, inoltre, di un’informazione trasparente e diretta riguardo alle prenotazioni. La Uil Pensionati punta l’indice verso la Regione Veneto: «Molti iscritti che dovrebbero aver diritto al vaccino vorrebbero prenotarsi, ma non capiscono come fare e non trovano risposte adeguate».

Proprio ieri il presidente Luca Zaia ha annunciato l’avvio di un nuovo sistema di prenotazione online, ma questo, sottolinea il sindacato, «non è un sistema accessibile a tutte le persone anziane, anche se aiutate dai loro familiari». La Uil rileva infatti che «l’invito al vaccino, nella situazione drammatica in cui ci troviamo, è un’informazione essenziale che non deve e non può perdersi a causa di una comunicazione inefficace».

EMILIA-ROMAGNA, ALLARME RICOVERI

Essenziale è anche avere un numero di posti letto sufficiente negli ospedali. E il tema duole in Emilia-Romagna. Ieri l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha lanciato l’allarme: la Regione amministrata da Stefano Bonaccini ha il 52% di posti in terapia intensiva occupati da pazienti Covid, superando così la soglia critica del 30% e la media italiana del 38%.

Per quanto concerne i letti nei reparti ordinari, la soglia d’allerta è al 40% di occupazioni, la media italiana è ora al 42% e l’Emilia-Romagna si assesta al 55%. Peggio di lei soltanto Marche (62%) e Piemonte (59%). Dati, questi, che sembrano condurre l’Emilia-Romagna verso una Pasqua in zona rossa.


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