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Silvio Berlusconi

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«Questa è stata la prova più dura della mia vita, ma anche stavolta l’ho scampata. Però ma è stata la più pericolosa di tutte». Era ieri mattina, nel cortile del San Raffaele davanti a una folla di fan plaudenti e con aria sollevata e mite, quando Silvio Berlusconi ha interpretato sia la parte dell’uomo privato che dell’uomo pubblico, finalmente dimesso dall’ospedale dove lo avevano tenuto prigioniero per quasi dieci giorni, finalmente libero di tornarsene ad Arcore (LEGGI).

Come uomo privato, del tutto inaspettatamente, ha vantato un record da Guinness dei primati anche nella sventura del Covid: «Qui al San Raffaele hanno trovato nel mio sangue: la più alta carica virale che avessero mai visto dopo migliaia e migliaia di pazienti». Soddisfatto, guardava il professor Zangrillo con cui si è azzuffato nei primi giorni del ricovero quando recalcitrava contro le limitazioni: niente televisione, niente telefoni, niente di niente. Una noia mortale, se non fosse stato per quel virus che era – adesso lo riconosce – ancora più mortale della noia mortale: senza internet né telegiornali, o telefonate agli amici, parenti, deputati, avversari. Era stato felicissimo e ha voluto che si sapesse, per le telefonate ricevute sia da Mattarella, un evento istituzionale oltre che di umana cortesia, che da Giuseppe Conte.

La sollecitudine del Presidente del Consiglio è stata per lui una sorpresa e anche un segnale politico: Conte lo ha tirato fuori dal cono d’ombra in cui l’aveva cacciato Di Maio: bisogna ricordare che quando fu eletto l’attuale Parlamento, Berlusconi tentò vanamente di entrare in contatto con i leader del M5S che però lo insultarono apertamente dicendo in pubblico – specialmente Di Maio – che mai e poi mai si sarebbero abbassati a parlare con Berlusconi. Quell’atteggiamento provocò nel leader di Forza Italia un attacco di forte rabbia per la mancata solidarietà di Matteo Salvini il quale, anziché prendere le sue parti, allargò le braccia sostenendo che la sua missione in quel momento era di trattare con i cinque stelle e che dunque non poteva né voleva fare niente. Per Berlusconi fu uno schiaffo che non ha mai perdonato a Salvini, più che a Di Maio. Oggi le condizioni si sono rovesciate: Salvini è lui l’uomo nero del governo in carica e dello stesso Presidente del Consiglio che all’epoca fu scelto proprio da Salvini e da Di Maio. Ma quel presidente del Consiglio, marcando la sua autonomia si concede il gesto civile di chiamare un leader dell’opposizione malato e di fare in modo che tutti lo sapessero, come dire?, alla faccia di Di Maio.

Che uomo era il Berlusconi che abbiano visto ieri? Non era il Berlusconi di sempre perché presentava qualche variabile. Intanto, sia pure senza enfasi, ha preso apertamente posizione contro i cosiddetti negazionisti, affermando di aver sofferto la peggior forma di Covid mai registrata. Ha raccomandato a tutti di seguire le norme e rispettare tutte le regole, dunque ha detto implicitamente di sì a mascherine e distanziamenti sociali, cosa che è – per le bizzarre alchimie della nostra epoca – considerato “non di destra”, visto che la posizione di destra canonica oggi dovrebbe essere quella ribelle di Sgarbi o di altri che considerano esagerate le restrizioni. Dunque, il Berlusconi che ieri ha lasciato l’ospedale dopo “averla scampata anche questa volta”, era un malato guarito, ma anche un uomo pubblico in politica, fortemente intenzionato a far pesare la sua parola nelle elezioni e referendum per il quale la stragrande maggioranza degli esponenti del suo partito si dichiara per il “No” cosa che destabilizza Salvini e ha mandato in bestia anche la Meloni.

Dunque, ancora una volta, pur senza far nulla di clamoroso, Berlusconi ha sparigliato e spiazzato, cosa che avviene da più di dieci anni, specialmente ogni volta che lo danno per spacciato, finito, persino morto, salvo rivederlo ogni volta sulla breccia con la stessa postura di sempre. Durante il suo ricovero si è registrata anche l’improvvida uscita di Carlo De Benedetti che lo ha coperto d’improperi mentre lui era impegnato a sopravvivere, e ci sono state anche altre uscite molto poco civili che hanno ricordati a tutti noi che il nostro è un Paese che vive in uno stato di guerra civile mentale permanente, in cui – come nella guerra civile vera “pietà l’è morta”. In una poesiola paradossale del Giusti si raccontava del “povero soldato condannato a morte” che viene prima giustiziato e poi graziato, sicché si rialza dall’esecuzione e “torna al quartier contento a fare il suo dover”. 

Berlusconi è un po’ quel povero soldato che si rialza sempre in piedi pur essendo, più di ogni altro dato per spacciato, finito, malato, rovinato, ma che alla fine si rialza, talvolta anche sanguinando come quando si prese sul naso una madonna di ferro lanciatagli in faccia da un energumeno. Così negli anni, a parte i processi e i rovesci, lo abbiamo seguito mentre superava polmoniti, infarti e ora anche l’epidemia. E lo ha fatto in perfetto stile berlusconiano, indossando un completo blu con cravatta a pallini, lo sguardo sorridente er inossidabile per annunciare che “anche stavolta l’ho scampata” e sono felice di essere in piedi. L’espressione era quella del senso di responsabilità che manca a molti, specialmente nella destra. Non ha pronunciato queste parole, ma è come se l’avesse fatto perché ha invitato tutti a seguire col massimo scrupolo le norme e i divieti.

Almeno all’inizio non ne voleva sapere di essere segregato e non si sa per quante ore l’isolamento sia durato, ma è stato certamente lungo abbastanza da consentirgli di provare una sofferenza sconosciuta Ma vedendolo ieri così disteso, con i suoi appunti che sbirciava seguitando a sorridere, ci è tornato inevitabilmente in mente il Berlusconi sanguinante, colpito al volto e ricordiamo il linciaggio cui furono allora sottoposti tutti coloro che – pur essendo “di sinistra” e – osarono esprimere orrore di fronte sangue. Fu un momento orrendo perché allora, come in questi giorni dopo il ricovero per Covid, una quantità imbarazzante di persone si sono pubblicamente augurate che il leader di Forza Italia non se la cavasse e si togliesse finalmente dalle scatole. Ma anche stavolta hanno perso.

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