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ROMA – L’app Immuni «è attiva su tutto il territorio nazionale e da oggi entra in raccordo con i sistemi sanitari delle 20 regioni e non solo delle quattro nelle quali era già in funzione».

Lo afferma la ministra per l’Innovazione Paola Pisano in un’intervista alla Stampa, sottolineando che «attualmente per Immuni ci sono stati due milioni e mezzo di download ed è partita in questi giorni una campagna informativa che ne aiuterà la diffusione. Non abbiamo fissato una soglia per decretarne il successo o l’insuccesso».

«Più utenti la scaricheranno – spiega la ministra – più saremo protetti. I suggerimenti delle Regioni hanno contribuito a migliorarla. E abbiamo fatto riunioni politiche e tecniche per capire come integrare l’app con la loro gestione dell’emergenza. Immuni è più veloce dei sistemi di “tracciamento manuale” usati fino a oggi. Li integrerà».

«Potenziare la ricerca è un interesse strategico del Paese – afferma ancora Pisano –. È un obiettivo da perseguire sostenendo progetti di qualità. Su questo pubblico e privato devono convergere, facendo in modo che ai nostri ricercatori venga riconosciuto il valore. Non è un favore a qualcuno. È una necessità dell’Italia».

L’app è disponibile su tutti gli store ed è semplice da configurare: dopo l’installazione basterà scegliere la regione e la provincia in cui si vive e fornire il consenso alla ricezione di notifiche. Immuni associa ad ogni telefono un codice casuale e variabile che non contiene informazioni sul dispositivo in uso o sull’utente. Quando si entra in contatto con altri utenti Immuni, i dispositivi si scambiano i rispettivi codici tramite Bluetooth Low Energy. In questo modo l’app può tracciare i contatti dei cittadini che dovessero riscontrare positività al coronavirus.

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