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Maxi blitz a Roma, smantellata un’organizzazione legata anche alle cosche calabresi. Nove arresti, traffico di droga internazionale, armi da guerra e sfruttamento della prostituzione


I carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno smantellato una vasta organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di droga, con collegamenti diretti anche con le cosche calabresi. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Capitale, ha portato all’arresto di nove persone.

BLITZ A ROMA, DALLA COCAINA ALLE ARMI DA GUERRA

In particolare, sette indagati sono finiti in carcere in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma, mentre altre due persone sono state arrestate in flagranza durante le perquisizioni. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio, estorsione aggravata, detenzione illegale di armi e sfruttamento della prostituzione.

DROGA A ROMA, I COLLEGAMENTI CON LE COSCHE CALABRESI

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo operava su più livelli e intratteneva rapporti diretti con fornitori in Sud America per l’importazione della droga via aerea. Allo stesso tempo, manteneva contatti con potenti cartelli albanesi attivi nel Nord Italia e con esponenti di vertice della criminalità organizzata romana e delle cosche calabresi.

Inoltre, l’organizzazione avrebbe pianificato l’acquisto di armi da guerra, tra cui fucili d’assalto M4 con cannocchiale e fucili a pompa, con l’obiettivo di compiere omicidi contro clan rivali.

BLITZ A ROMA, TRA DROGA E ARMI, GIRI DI AFFARI MILIONARI

A capo del sodalizio vi erano due pregiudicati romani, che gestivano ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Nel corso delle indagini, i militari hanno documentato il possesso di circa 500 chilogrammi di hashish in un singolo episodio, oltre a forniture di cocaina purissima dal valore di centinaia di migliaia di euro.

Parte della droga rinvenuta e sequestrata all’interno di locali condominiali utilizzati come depositi. Contestualmente, i carabinieri hanno sequestrato anche armi da fuoco, tra cui una pistola a tamburo calibro 22 e munizioni.

PESTAGGI E SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE

Tra gli episodi più gravi contestati emerge un violento pestaggio ordinato dai vertici del gruppo. La vittima, un collaboratore insolvente, sarebbe stata aggredita per un debito di 20mila euro legato al narcotraffico e all’acquisto di auto. I sicari lo hanno ridotto in fin di vita, provocandogli gravi lesioni al volto e la perforazione di un polmone.

Parallelamente, l’organizzazione gestiva anche un sistema di sfruttamento della prostituzione. In particolare, una donna tossicodipendente veniva costretta a prostituirsi in un appartamento messo a disposizione dal gruppo. La vittima doveva versare quasi tutti i guadagni tramite ricariche Postepay, mentre uno degli affiliati incassava 50 euro per ogni cliente introdotto nell’immobile.

I SEQUESTRI

Infine, le autorità stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo nei confronti della famiglia di uno dei promotori. Il provvedimento riguarda un’auto, una moto, quote societarie e diverse carte Postepay ritenute strumenti per la gestione dei proventi illeciti.

Le indagini proseguono per chiarire ulteriori ramificazioni dell’organizzazione e i possibili sviluppi dei collegamenti con la criminalità organizzata calabrese.

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