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Mark Ruffalo nei panni di Tom Brandis in "Task"

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“Task”, una miniserie creata da Brad Ingesby che intreccia un’avvincente caccia poliziesca a un dramma familiare, con protagonista Tom Brandis interpretato da Mark Ruffalo.


Stavolta parliamo di Hulk. Ma non del personaggio Marvel, bensì dell’interprete migliore che l’eroe verde ha avuto nelle sue trasposizioni: Mark Ruffalo. Lui non è solo un grande attore ma da sempre una voce importante ad Hollywood nella difesa dei diritti, come il suo amico Pedro Pascal. Oggi è in prima fila nel gridare Free Palestine e Ice Out. Eppure, Ruffalo fa parlare di lui lo stesso come attore. Task è il crime drama HBO creato da Brad Ingelsby, ideatore di Mare of Easttown serie molto apprezzata anche perché protagonista era la splendida Kate Winslet.

La miniserie, composta da sette episodi, intreccia un’avvincente caccia poliziesca a un dramma familiare, esplorando temi profondi come la colpa, la responsabilità e le conseguenze delle proprie scelte. Visibile sia sulla nuova piattaforma Hbo Max, su Sky e Now.
È ambientata nei sobborghi operai di Philadelphia e segue una doppia linea narrativa. Da un lato c’è Tom Brandis (proprio Mark Ruffalo), un agente dell’FBI ed ex sacerdote tormentato da una tragedia familiare, costretto a tornare sul campo per guidare una task force.

UNA CACCIA ALL’UOMO SENZA ESCLUSIONE DI COLPI

La sua missione è fermare una serie di rapine violente alle “trap house”, in Italia tradotte “case di spaccio”, case appoggio della droga gestite da una pericolosa gang di motociclisti fuorilegge, i “Dark Hearts.” Dall’altro lato c’è Robbie Prendergrast (Tom Pelphrey), un padre di famiglia che di giorno lavora come raccoglitore di rifiuti e di notte organizza le rapine. Robbie non è un criminale spietato, ma un uomo complesso e “fondamentalmente buono” spinto al crimine dalle circostanze e da un desiderio di vendetta per l’omicidio del fratello per mano della gang.

La storia prende una svolta cruciale quando una di queste rapine finisce male, portando alla morte di diversi membri della gang e al rapimento di un bambino, Sam, scatenando una caccia all’uomo senza esclusione di colpi. Ruffalo offre una performance misurata e intensa, lontana dallo stereotipo dell’eroe poliziesco. Il suo personaggio è “tormentato da lutti personali e una crisi di fede”, e la sua interpretazione è fatta di “silenzi eloquenti” che rendono il personaggio profondamente credibile e umano. Tom Pelphrey nel ruolo di Robbie Prendergrast regala un’interpretazione notevole, incarnando un personaggio moralmente diviso. Riesce a comunicare la disperazione e le motivazioni profonde di un ostaggio costretto a compiere scelte difficili, dimostrando una profondità che “soffia via la mente.”

“TASK”, LA SERIE POLIZIESCA CHE PONE INTERROGATIVI SUL DRAMMA TRA BENE E MALE

La serie vanta, inoltre, un cast corale di alto livello. Spiccano Emilia Jones nel ruolo di Maeve, la nipote di Robbie, costretta a crescere i suoi figli, la cui figura rappresenta una riflessione sul peso del lavoro di cura che ricade sulle donne.
Jamie McShane è Perry, uno dei leader nazionali dei Dark Hearts, un antagonista freddo e spietato. La task force di Tom include anche le agenti interpretate da Thuso Mbedu e Alison Oliver, che forniscono un dinamico contrappunto alle figure maschili principali.
Gli aspetti positivi e da sottolineare sono indubbiamente una narrativa morale complessa. Task non chiede semplicemente al pubblico di tifare per il poliziotto o il criminale.

La serie approfondisce le motivazioni di entrambi, sollevando interrogativi sul confine tra bene e male e sul “peso delle scelte familiari”. Qualcosa che non è sempre evidente, anzi tutt’altro in un mondo che chiede sempre di più di schierarsi e molto meno di comprendere prima di fare qualsiasi scelta. Come in Mare of Easttown, la regia e la sceneggiatura curano molto le atmosfere malinconiche della provincia americana e la costruzione dei personaggi, che sono multistrato e psicologicamente credibili. Da sottolineare anche il bilanciamento dei generi.

“TASK”, UN DRAMMA FAMILIARE CHE OFFRE PROFONDITA’ EMOTIVA

La serie fonde con successo il thriller poliziesco con un dramma familiare toccante, offrendo sia tensione che profondità emotiva. Le scene d’azione, come sparatorie e inseguimenti, sono descritte come ben realizzate. Certamente ci sono degli aspetti nel campo delle criticità che vanno rilevate, come il ritmo narrativo irregolare. Secondo alcune recensioni, il ritmo della serie risulta a volte discontinuo, alternando momenti di stasi a improvvise accelerazioni. Questo potrebbe non soddisfare tutti gli spettatori. Provando a comprendere questa scelta mi viene da sottolineare come non sia la trama la cosa importante di Task.

Una cosa, invece, che va sottolineata è che, sebbene il cast di supporto sia forte, alcune figure promettenti, come quella di Maeve, tendono a scomparire quando la trama si concentra maggiormente sul confronto diretto tra Tom e Robbie. Un peccato. Task è un poliziesco umano e coinvolgente, che mette al centro i personaggi e le loro lotte interiori. Sebbene non sia esente da difetti i suoi pregi sono indiscutibili: un cast eccezionale, guidato da Ruffalo e Pelphrey, una sceneggiatura che non ha paura di esplorare temi complessi e un’atmosfera curata che appassiona lo spettatore.

UN’ALTERAZIONE TRA PRIMI PIANI E AMPIE PANORAMICHE

La serie si distingue per la sua capacità di far riflettere sull’invisibile catena di conseguenze delle nostre azioni e sulla responsabilità che abbiamo verso chi amiamo. Il cuore della serie non sta tanto nel crimine, quanto nelle sue intricate dinamiche familiari, nei dialoghi carichi di tensione e nel peso di un trauma che segna soprattutto i personaggi più giovani.

Mentre gli adulti sono come frammenti di vetro non ricomponibili, i ragazzi cercano di districarsi tra le insidie di un contesto familiare opprimente, aggrappandosi a un futuro che sfugge loro di mano: Sam, un bambino la cui innocenza è infranta dalle azioni di Robbie; Maeve, costretta a un ruolo materno che le ruba l’adolescenza; e le figlie di Tom, Emily e Sara, che lottano per tenere insieme i brandelli di una famiglia che si sta disintegrando.

La regia, sempre attenta alla fisicità degli attori, alterna primi piani claustrofobici ad ampie panoramiche urbane che sembrano annientare i personaggi. Sicuramente adatta agli appassionati di crime drama dai toni cupi e profondi, come Mare of Easttown o True Detective, Task è una serie che merita assolutamente di essere vista.

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