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Prima data italiana del tour mondiale di Damiano David che trionfa al Forum di Milano e si lascia andare anche a qualche confidenza
Fascino, carisma e talento. Queste le parole chiave per definire Damiano David che ieri sera è andato in scena al Forum di Milano per la prima data italiana del suo world tour. Trentaquattro date di cui in Europa, Australia e Sud America sold out. Così come ieri (7 ottobre 2025) a Milano. Il cantautore romano, frontman dei Maneskin, porta live in tutto il mondo il suo progetto da solista “Funny little fears” uscito a maggio scorso. E a Milano, davanti a un Forum pienissimo ha confessato: “L’Italia è l’unico posto che mi fa aura, ma la faccio un po’ sotto perché ci tengo a fare bella figura” ha detto ringraziando il pubblico di Milano che ha riempito tutti i posti disponibili.
Puntualissimo, il concerto è iniziato alle 21 spaccate. Un’ora e mezza di ottima musica tratta dai suoi lavori solista, con qualche spazio alle cover che Damiano ha sempre amato fare. Niente traccia dei Maneskin.
Musica, tanta musica, e in bella vista tutto il suo talento e il suo carisma che ha trascinato l’intero Forum ad ogni nota. Cambi d’abito a vista, con una rella di vestiti da selezionare sul momento. E non sono mancati neppure i momenti intimi in cui Damiano, tra un brano e l’altro, si è raccontato, si è confidato con il suo pubblico.
Poi si è rivolto direttamente ai giornalisti presenti al Forum ma anche al suo pubblico per spiegare quello che ha vissuto e che sta vivendo.
“Questo è per me un momento molto importante nello show perché ho provato a dividere tutto in tre grandi parti. L’inizio rappresenta la mia vita e la vita negli ultimi dieci anni. Tutto è stato gigantesco, velocissimo e super emozionante. E per tantissimo tempo è stata la parte più bella che la vita volesse darmi. Poi sono cresciuto, un giorno qualcosa si è rotto dentro di me, sentivo di non essere capito in ciò che volevo trasmettere” ha raccontato Damiano che poi ha spiegato le ragioni dello stop con i Maneskin.
“Questo non ha niente a che fare, voglio specificare, con gli altri componenti della band. Era una cosa solo mia. E dunque per risolverlo non c’era altra possibilità che fare qualcosa da solo, non perché l’amore fosse finito o ci odiassimo, ma semplicemente perché il problema era mio e me lo dovevo risolvere io. E quindi ho scritto questo disco che mi ha fatto capire che il motivo per cui ero triste: era perché la mia vita era perfetta, ma solo apparentemente – ha aggiunto – . Non era la mia idea di perfezione, era l’idea di qualcun altro. E non c’entravano nulla gli altri componenti della band o di chi mi stava intorno, era forse del me più giovane e meno maturo che non aveva nessuna cazzo di idea di quello che volesse fare nella vita. Non ce l’ho nemmeno adesso, ho 26 anni”.
Infine ha voluto raccontare il momento straordinario che sta vivendo: “Sto provando cose. A me piace dire che la mia seconda vita è iniziata dopo questo disco, perché ho capito davvero tante tante cose. E adesso davvero la mia vita, è qualcosa di molto vicino alla mia idea di perfezione”.
Niente concerto a mò di festival, niente carrellate di ospiti. Un’unica pecial guest della serata: Cesare Cremonini, che a sorpresa è salito sul palco e ha duettato con Damiano sulle note di “La nuova stella di Broadway”.
Sabato 11 e domenica 12 ottobre la doppia tappa al Palazzo dello Sport nella sua Roma il gran finale della Leg Europea. Damiano sta dimostrando ancora una volta il suo talento vocale e il suo inconfondibile carisma.
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