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Arisa

Tempo di lettura 4 Minuti

Il bello di Arisa non è solo la sua voce, tra le più raffinate in Italia, non è solo la sua dolcezza e la sua semplicità, il bello di Arisa è che è un’artista in continua evoluzione. Basti tornare al 2008, quando calcò per la prima volta il palco dell’Ariston, e poi guardarla oggi. Arisa cambia, e sempre in meglio; e lo fa ancor di più come donna. E in attesa di rivederla in gara al Festival di Sanremo per la settima volta, è proprio lei a raccontare dei suoi cambiamenti e le sue nuove consapevolezze.

“Ho bisogno di vedermi sempre diversa” ammette. “Cambio perché cambiare mi dà nuovi punti di vista e mi immedesimo nelle persone che ho vicino, come, facendo i dovuti rapporti, diceva anche David Bowie”. Ma Rosalba (questo il suo vero nome) afferma di avere anche una nuova certezza: “Oggi ho capito di poter fare a meno di tutto tranne che di me stessa”.

Lei che il Festival di Sanremo lo ha anche condotto, stavolta è in gara con un brano “dalle sonorità un po’ sognanti e soffici, profondamente melodico e viscerale”. Scritto da Gigi D’Alessio, Potevi fare di più è un racconto di un momento di liberazione da una relazione tossica. È la storia di una donna che cerca la forza di dire basta ai continui tentativi di tenere in piedi un amore finito. “C’è la mia storia, ma c’è la storia di tutti” dice Arisa. “Quando ho ascoltato il brano per la prima volta ho sentito una grandissima verità. E io ho bisogno di cantare cose autentiche per sentirle mie. La canzone è riflesso di quello che sono oggi”.

La cantante lucana già di recente aveva lanciato una serie di messaggi di body positive, tanto che qualche mese fa aveva annunciato “potrei fare un calendario senza veli. Il corpo rappresenta l’identità della persona” (LEGGI LA NOTIZIA). Lo aveva fatto dopo un percorso che l’ha portata ad accettarsi, ad amarsi. Una sorta di rinascita che viene raccontata anche nel su ultimo singolo Ricominciare Ancora (LEGGI L’INTERVISTA). E adesso, con questo brano sanremese, il messaggio è simile: “Imparare ad amare se stessi, per riconoscere l’amore degli altri. Quando siamo in una situazione non congeniale, bisogna prendere consapevolezza che nella vita si deve essere felici. Si può fare, non è peccato”.

La canzone Potevi fare di più farà parte del nuovo disco di Arisa. L’uscita è prevista in primavera, dopo il Festival di Sanremo, e anche in questo caso segna una nuova ripartenza, come indipendente con Believe. 
Poco prima di Ricominciare ancora infatti, aveva deciso di mettersi in proprio fondando la sua etichetta discografica Pipshow; inoltre aveva annunciato di voler puntare anche al mercato europeo. E perciò adesso afferma: “mi sento padrona della mia musica, prima non avrei potuto esserlo, ero inesperta e non in grado”. “Ora sono più coraggiosa e mi butto sulle cose” ammette. “Se penso che un brano scritto da me sia bello, non mi vergogno più di portarlo avanti e di far conoscere il mio vero stile”.

Attualmente Arisa è anche impegnata come insegnante nella scuola di Amici di Maria De Filippi, su Canale 5. Ma non è estranea ai format televisivi, specialmente ai talent show. Basti ricordare la sua esperienza come giudice a X Factor. E nella sua carriera vanta anche una co-conduzione del Festival di Sanremo, nel 2015, accanto a Carlo Conti. Ma il Festival per Arisa è un passaggio estremamente importante. Dopo Sanremolab nel 2008 che l’ha portata in gara sul palco dell’Ariston l’anno seguente, nel 2009 vince il Festival con Sincerità, nella sezione nuove proposte. E poi un’altra vittoria nel 2014 on Controvento, stavolta tra i big. “Quando una cosa ti dà tanto, devi restituirlo” dice. Perciò quest’anno un’altra gara, la settima.

“Questo Sanremo si preannuncia con tante difficoltà – ammette – ma andiamo a fare il nostro lavoro e ci adatteremo”. E si esprime sulla questione Festival, opportunità per tanti lavoratori dello spettacolo. “Una parte di loro può avere l’occasione per rimettersi in bolla: tirarsi indietro sarebbe stato un errore e ce la metteremo tutta per fare grande festa e rallegrare gli italiani”. E poi continua: “la calca in strada e il pubblico in sala mancheranno tanto, mi mancherà guardare negli occhi le persone per sapere se li sto rendendo felici o meno”.

Il palco e ancora di più la libertà di cantare è ciò che più le è mancato in questi mesi di fermo degli spettacoli dal vivo. “La voce ha bisogno di uscire, di esprimersi: non vedo l’ora che si riparta a gonfie vele. Io penso di essere sulla terra per fare questo e non altro”.

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