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Morta a Bari la donna 76enne affetta da grave patologia oncologia a cui il figlio staccò i macchinari: l’uomo, ora ai domiciliari, rischia l’accusa di omicidio volontario.


BARI – È deceduta all’ospedale “Di Venere” la donna di 76 anni che dal 15 dicembre 2025 lottava tra la vita e la morte. A causare il ricovero d’urgenza era stato il figlio 48enne, che aveva deliberatamente staccato le apparecchiature mediche necessarie alla sopravvivenza della madre, affetta da una grave patologia oncologica. La tragedia si è consumata nell’abitazione della donna, dove la 76enne era allettata e dipendente dai macchinari. A scoprire l’accaduto è stata un’infermiera giunta per l’assistenza domiciliare quotidiana. Trovando la paziente in condizioni critiche e i dispositivi spenti, l’operatrice ha allertato immediatamente il 118, permettendo un disperato trasporto in ospedale che, purtroppo, non è bastato a salvarle la vita dopo un mese e mezzo di agonia.

MORTA LA DONNA DI BARI CUI FIGLIO STACCÒ I MACCHINARI: LA POSIZIONE DELL’UOMO

L’uomo, attualmente agli arresti domiciliari, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al GIP ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Tuttavia, restano agli atti le agghiaccianti parole pronunciate ai medici intervenuti nell’immediatezza del fatto: interrogato sulla consapevolezza del suo gesto, aveva risposto di voler preferire di “rimettersi alla volontà di Dio”. Fino ad oggi l’accusa formale era di tentato omicidio, ma il decesso della donna cambia radicalmente il quadro giudiziario. Gli inquirenti dovranno ora stabilire se esista un nesso di causalità diretto tra la manomissione dei macchinari e la morte della 76enne.

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