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Un 42enne commerciante di origine cinese è stato fermato per l’omicidio a Bari di Michelangelo Scamarcia, il corpo del 68enne era nel negozio del commerciante.


BARI – Una drammatica svolta ha segnato le ricerche di Michelangelo Scamarcia, il 68enne scomparso lo scorso 2 aprile 2026 dal quartiere Carbonara. Il cadavere dell’uomo è stato rinvenuto ieri mattina, in avanzato stato di decomposizione, all’interno del negozio “Moda Casa” alla periferia del capoluogo pugliese. I Carabinieri della Compagnia Bari San Paolo hanno eseguito il fermo di Lin Wei, cittadino cinese di 42 anni e titolare dell’attività, con l’accusa di omicidio. L’identificazione del luogo del delitto è avvenuta durante una perquisizione dei militari dell’Arma nel locale commerciale.

A insospettire gli inquirenti è stato un odore nauseabondo e un rivolo di liquido sospetto che fuoriusciva da una porta chiusa a chiave, che separava l’area vendita da un piccolo deposito. Nonostante il rifiuto del commerciante di fornire le chiavi, i carabinieri hanno forzato l’ingresso, trovando il corpo di Scamarcia occultato sotto un cumulo di imballaggi e buste di plastica. Secondo le prime ipotesi della Procura di Bari, la vittima sarebbe stata soffocata con un sacchetto di plastica poco dopo la sua scomparsa.

OMICIDIO A BARI LE INDAGINI: IL “TRADIMENTO”  DELLA CARTA DI INCLUSIONE E LA PERQUISIZIONE NEL NEGOZIO DEL 42ENNE CINESE

La complessa attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore Claudio Pinto, si è avvalsa di analisi tecnologiche e pedinamenti digitali. Il 31 marzo il cellulare della vittima aveva agganciato la cella telefonica di via Sant’Eligio, nei pressi del negozio. L’indagato si sarebbe tradito tentando di utilizzare la carta di inclusione intestata a Scamarcia presso un ufficio postale il 27 e 28 aprile. I tentativi sono falliti a causa della digitazione errata del codice PIN. Lin Wei era già stato sentito come testimone il 13 e il 30 aprile. Le sue dichiarazioni contraddittorie hanno però spinto i militari ad approfondire i controlli.

Oltre al reato di omicidio, il 42enne cinese deve rispondere di occultamento di cadavere per aver nascosto la salma sotto i materiali di imballaggio nel retrobottega. Utilizzo indebito di carta di pagamento. L’uomo è stato condotto in caserma ed è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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