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All’Ospedale Di Venere, a Bari, un luogo che accoglie e sostiene: nasce la foresteria per le mamme dei piccoli guerrieri della Neonatologia.
BARI – A volte la cura non passa solo attraverso macchinari, monitor e competenze mediche. A volte ha bisogno di una porta che si apre, di un letto dove riposare dopo una notte difficile, di un corridoio che separa ma allo stesso tempo unisce una madre al suo bambino. È proprio questo lo spirito con cui oggi, nel giorno in cui il mondo accende i riflettori sulla prematurità, l’Ospedale “Di Venere” di Bari ha inaugurato la sua prima foresteria dedicata alle mamme dei neonati ricoverati in Neonatologia e Terapia intensiva neonatale.
Bari, all’Ospedale Di Venere nasce la foresteria per mamme dei bimbi ricoverati
Un traguardo che profuma di umanità, nato per offrire una presenza costante vicino ai piccoli pazienti che affrontano percorsi di cura lunghi e complessi. “Uno spazio di respiro, ma anche di forza”, lo definiscono i professionisti presenti alla cerimonia: il direttore generale della Asl Bari, Luigi Fruscio, il direttore della Neonatologia e Utin, Michele Quercia, e il direttore medico di presidio, Maurizio Marra. Tutti concordano su un punto: sostenere i genitori significa sostenere anche i neonati.
Situata al settimo piano, la foresteria diventerà una piccola casa temporanea per le mamme che non possono allontanarsi dai loro bambini. Sei posti letto, una cucina, uno spazio comune per favorire comfort e familiarità. Camere con letti coordinati, aree relax con divani, tavoli e sedie, scrivanie e mobili contenitori: elementi semplici, ma capaci di dare conforto a chi vive momenti di grande fragilità. Gli spazi condivisi sono pensati per favorire la socialità: occasioni di incontro, sostegno reciproco e condivisione. Momenti che possono davvero alleggerire il cuore.
A rendere tutto ancora più accogliente, i disegni dell’artista Maddalena Marzulli, che accompagnano il percorso verso la Terapia intensiva neonatale. Piccoli segni di colore che diventano messaggi di speranza. La loro realizzazione è stata possibile grazie al sostegno dell’azienda Masmec, che ha contribuito a dare forma a un ambiente più caldo e meno ostile.
La foresteria non è solo una stanza in cui riposare: è un simbolo. È il riconoscimento di un bisogno profondo, quello di non lasciare mai soli i neonati più vulnerabili e di dare forza alle loro madri, che ogni giorno affrontano paure, attese e speranze. Con questo progetto, l’Ospedale Di Venere compie un passo importante nella direzione di un’assistenza davvero centrata sulla persona, dove la tecnologia salva la vita ma l’umanità l’accompagna. In silenzio, stanza dopo stanza, mamma dopo mamma.
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