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La sala interna del teatro Petruzzelli

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Adesso interviene la politica. O meglio una commissione comunale. Dove in sostanza non si decide nulla. E dove va sempre di moda aprire un tavolo. Che poi diventerà una semplice chiacchierata da conservare negli archivi dei verbali. Anche perché, come dimostrato di recente dalla sentenza dei giudici, l’ente Comune in questa storia non può andare oltre le sue limitate prerogative legislative. La famosa delibera di consiglio comunale del 2010, oggi annullata, dovrebbe forse aver insegnato qualcosa. Undici anni fa non si poteva rendere pubblico il teatro. Figuriamoci oggi. Ma comunque adesso ci riprovano a Palazzo di Città.

Sulla intricata battaglia legale del teatro Petruzzelli arriva la proposta della commissione consiliare Trasparenza: audire i Messeni Nemagna, la famiglia rientrata nella proprietà del teatro con la sentenza del 18 novembre scorso della Corte di Appello di Bari. L’iniziativa – riunire attorno a un tavolo i sette eredi del politeama – è stata proposta dal capogruppo di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre con una data ben precisa: martedì 21 dicembre alle ore 12. Che detta così può sembrare casuale, ma non lo è.

Saranno infatti trascorse appena 24 ore dalla prima partita che si giocherà lunedì 20 alle 10,30 davanti all’organo di mediazione Aequitas, in via Putignani a Bari, scelto dai legali della famiglia per avviare un accordo con tutti i soggetti interessati, dal Comune alla Regione, dal ministero ai Beni Culturali al governo. Perché sulla bilancia ci sono due macigni: la famiglia che rientra nel politeama e la famiglia che al tempo stesso deve risarcire lo Stato con 43,4 milioni di euro per i costi della ricostruzione del teatro incendiato nella notte del 27 ottobre 1991.

Entro mercoledì, le parti chiamate in causa dai legali dei Messeni Nemagna dovranno comunicare la loro adesione o meno all’istituto di mediazione. Ed è quasi naturale aspettarsi un «no grazie» del Comune dopo l’incontro di giovedì scorso andato a monte tra il sindaco e gli eredi del Petruzzelli. Incontro annullato dallo stesso Antonio Decaro in risposta a quelle che ha definito «le continue provocazioni e prove muscolari» della controparte.

E che forse avranno una coda in un’aula di giustizia, dopo l’annuncio di uno dei legali della famiglia, Ascani Ameduni, di voler querelare il primo cittadino.

«Ho comunque fiducia che prevalga il buon senso, la correttezza e la trasparenza dei comportamenti che possa spazzare via qualsiasi ipotesi di accordi sotterranei, di manovre “dietro le quinte”, di soluzioni che non tengano conto di tutti i diritti sanciti anche nelle sentenze e che, peraltro, hanno già trovato riconoscimento e protezione sotto il “mantello” della Corte Costituzionale» è il commento delle ultime ore sui social di Francesco Garibaldi, uno degli eredi.

«Quindi ho fiducia che il tavolo della mediazione civile rappresenti per tutti una grande opportunità democratica per la risoluzione di tutti i problemi presenti su quel tavolo». La famiglia infatti teme, e non lo nasconde, che dietro la decisione del sindaco Decaro di annullare l’incontro ci sia una soluzione già individuata con Palazzo Chigi e che farebbe rima con la parola “esproprio”. Con annesse partite di giro su liquidazioni, indennizzi ed eventuali compensazioni.

«Ma sono convinto che non ci sarà nessun annuncio da parte del sindaco Decaro di un altro inconcepibile esproprio – aggiunge ancora Garibaldi -. Anzi ho fiducia che il sindaco valuti l’opportunità di partecipare al tavolo convocato dalla mediazione civile e prevalga l’interesse comune a trovare una soluzione».

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