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Stop ai reati tributari: siglato un protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Trani, il Comando regionale della Guardia di Finanza della Puglia e la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate.


TRANI – Un fronte comune contro l’evasione fiscale e i reati tributari. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato questa mattina (23 ottobre) tra la Procura di Trani, il Comando regionale Puglia della Guardia di Finanza e la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate. L’accordo, della durata di tre anni, mira a rendere più tempestiva ed efficace la collaborazione tra gli enti per individuare, aggredire e confiscare i patrimoni risultato di attività illecite, prima che gli evasori possano sottrarli alla giustizia o trasferirli all’estero.

Stop reati tributari: siglato un protocollo d’intesa tra Procura Trani, Gdf e Agenzia delle Entrate

«È un’intesa completa e aggiornata rispetto a un quadro normativo in continua evoluzione – ha spiegato il procuratore capo di Trani, Renato Nitti –. Oggi la magistratura ha un ruolo decisivo nella gestione delle crisi d’impresa e nel contrasto ai fenomeni di insolvenza fraudolenta».

A Trani è già operativo un polo dedicato alla tutela penale delle entrate, coordinato dai sostituti procuratori Roberta Moramarco e Ubaldo Leo. Le segnalazioni provenienti dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate costituiscono la base investigativa per individuare situazioni di esposizione debitoria verso lo Stato, spesso indice di insolvenza o crisi aziendale. Intervenire in tempo – prima che un’impresa fallisca o sposti la sede all’estero – significa poter attivare procedure di liquidazione giudiziale e disporre il sequestro dei beni.

Quando un’impresa è destinata al fallimento i primi creditori a restare scoperti sono quelli pubblici. Intervenendo prima si può ottenere la liquidazione giudiziale e il sequestro del patrimonio, impedendo che i beni vengano dispersi o trasferiti all’estero. Per il sostituto procuratore Ubaldo Leo, l’obiettivo è chiaro: «Bisogna seguire i soldi. Se vogliamo rendere efficace l’azione penale, dobbiamo capire dove sono finiti i proventi dell’evasione. Aggredire i patrimoni significa evitare che vengano reinvestiti in nuovi reati».

Obiettivi del protocollo d’intesa

Il protocollo, inoltre, punta a contrastare il vantaggio competitivo illecito di chi evade: «Chi non paga le tasse riesce a praticare prezzi più bassi o a creare fondi neri per corrompere pubblici ufficiali o privilegiare altri creditori rispetto allo Stato – ha aggiunto Moramarco –. In questo modo il rischio è che a fallire siano proprio le imprese sane, quelle che rispettano le regole e pagano tutto, dai lavoratori al fisco».

Il comandante regionale della Guardia di Finanza, generale Guido Mario Geremia, ha sottolineato l’importanza della rapidità operativa: «Il tempo è un elemento prezioso. Questo protocollo definisce linee guida che rendono più efficienti i tempi di intervento e rafforzano la capacità di prevenire e reprimere i reati tributari».

L’intesa siglata a Trani potrebbe presto diventare un modello replicabile su scala nazionale, in linea con le direttive del Ministero della Giustizia e del Comando Generale della Guardia di Finanza per rafforzare le sinergie interistituzionali nella lotta ai reati tributari. L’obiettivo è creare una rete permanente di scambio di informazioni e competenze, capace di prevenire la dispersione del gettito fiscale e di restituire risorse alla collettività.

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